Cosa accade?
Cosa?
Strage omicida sul lavoro a Trieste, feriti sul lavoro, feriti
nell'animo feriti nella propria dignità sepolta dal profitto del
capitale.
Morti.
Strage fascista, razzista, xenofoba a Firenze.
Strage della follia a Liegi.
Bombe, colpi di pistola,esplosioni di rabbia e di panico e
terrore.
Questo 2011 lo ricorderemo come l'anno della follia disumana.
Come folle è questo sistema speculativo che annienta diritti
figli di dure lotte sociali, con la maschera della crisi e del
fallimento irreale dello Stato, solo e ripeto solo perché il potere
occulto ha deciso che così doveva essere e così sarà.
Rivoluzione?
No.
Depressione di massa.
Follia di massa.
Reazione di massa.
Basta.
Basta.
Basta.
Cammini presso le adiacenze del molo dei Bersaglieri di Trieste ed
osservi come la vita, nonostante tutto, continua a correre nella sua
inarrestabile, detestabile, deprecabile, frenesia.
I lavori di ristrutturazione e di allungamento del molo non si
fermano.
La vita di un operaio, ieri, ha rischiato di fermarsi.
Come si è fermata, nella stessa giornata ed a pochi chilometri di
distanza, quella di Francesco.
Ucciso non solo nel posto di lavoro, ma dal lavoro.
Lavoro ovvero un sistema di sfruttamento e di viva oppressione.
A fanculo il lavoro.
A fanculo questo sistema.
E tra la tragedia disumana evitata, e la tragedia disumana
consumata, si pone la lotta.
Il palazzo della vergogna, occupato dalle speranze di cambiamento.
O meglio ribaltamento.
Continuano i lavori.
Continuano i dissapori con la civiltà borghese.
Ed allora pensi.
Incrociamo le braccia.
Incrociamole ad oltranza.
Non facciamoci divorare dalla voracità della frenesia.
Non facciamoci divorare dal profitto.
A fanculo il profitto.
A fanculo la frenesia.
Ora e subito incrociamo le braccia per dire basta al presente
vigente ed esistente.
L'alternativa?
Siamo noi.
Uomini e donne liberi e pensanti che pongono prima di ogni cosa la
vita reale al di sopra di ogni interesse di tal sistema.
Semplicemente perché disconosciamo questo sistema.
Nessuna istanza in Tribunale.
Nessuna causa al sistema.
Noi siamo l'effetto delle regole ordinate ed imposte.
Effetto ribelle.
Basta con gli sciopericchi.
Basta con le prese in giro.
Basta con i compromessi.
Incrociamo le braccia ad oltranza, prima che sia tardi.
Sempre che non sia già tardi.
Ed allora se è tardi, che l'ultima speranza, prima di evadere dalla stanza della non più utopia,
spenga la luce.
La luce della ragione, per il sentimento ribelle.
Marco Barone
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