Episodio senza numero.
" L'abbraccio mancato".
Arrestato membro dei bananieri. Colto in flagranza mentre attacchinava il manifesto delle banane.
O ancora: arrestato sostenitore del gruppo eversivo del movimento delle banane, opppure, preso!.
I banditori locali si son sbizzarriti nel ricostruire la realtà, ma nello stesso tempo nel conferir grande eco all'arresto del bananiere,o presunto tale.
Per capire bisogna tornare leggermente indietro con il tempo, nel tempo.
La bananata di Trieste ha fatto letteralmente infuriare l'ispettore della Questura triestina ma in particolar modo il Vaticano.
La tensione era enorme, dovevano catturare a tutti i costi il bananiere.
Lo Stato servile alla Santa Fede doveva dare grande prova di fiducia e fedeltà.
Ecco il giochino celato dietro la vicenda del movimento delle banane.
Una semplice cruda prova di fedeltà.
Oscar e Luisa decisero di partire per il Brasile. Hanno lasciato l'Italia il mattino seguente la bananata alla Questura giuliana.
Ma ciò solo dopo aver brindato all'operazione perfettamente riuscita, con spritz ove vino bianco insieme all'aranciata conferivano al palato dei due bananieri gran senso di piacere. Spritz sorseggiato in uno di quei tanti casinò di confine, ove donne e uomini come ipnotizzati dalle luci meccaniche e dai suoni freddi e ripetitivi delle sale giochi, della roulette automatica e virtuale, isolano la disperazione della quotidianità in qui muri bianchi e vuoti, ai quali si affida l'attesa benevolenza dei dadi o delle carte per l'elargizione di un sorriso.
Brindarono senza giocare, senza tentare, senza osare, semplicemente senza.
Luisa:" dobbiamo andar via per qualche tempo, dobbiamo capire cosa fare, ora, dopo, ed ancora dopo...".
Oscar: " vista l'aria che tira in Brasile, che dici? In Italia si muore di carcere, si muore nel carcere. Torture reali e non massacrano la dignità dell'essere umano, in Brasile è diverso e poi con questo freddo ora qui..."
Luisa: " ma mi sento vigliacca, nel senso prima si colpisce e poi via fuggi.."
Oscar: " non stiamo fuggendo, si devono calmare le acque, ti rendi conto che per una banana davanti alla chiesa mi vogliono fare il culo?"
Luisa: " non è solo la banana, hanno costruito sopra un castello di sabbia enorme..."
Oscar:" appunto è un semplice castello di sabbia, aspettiamo l'onda del mare. Crollerà, ed in quel momento torneremo più forti di prima".
Nello stesso tempo copie del manifesto delle banane, grazie alla rete virtuale, hanno trovato enorme diffusione nelle principali ribelli città italiane, una di queste era Bologna.
Andrea attende il bus, la linea 21, e medita e fantastica sui binari reali percorsi dal bus metropolitano.
Ma il sole dove si è nascosto? anche oggi continua a perseverare il tempo cupo. Stranamente alla fermata mi trovo da solo, ovvero io e la mia sigaretta. Dopo pochi attimi di attesa passa un primo bus 21, ma vista l'ora, e rilevato il fatto che sono anche in anticipo rispetto alla mia agenda aspetto la corsa successiva. Corsa successiva che arriva puntuale. E' un bus abbastanza rumoroso, sembra quasi che quel motore voglia comunicare qualcosa, sembra quasi che stia urlando. Urlo di rabbia. Poche persone sulla linea 21, tutte sedute ognuna intenta a guardare il mondo finto vitale oltre quel finestrino. Salvo tre persone, quella seduta accanto a me, ed una coppia seduta innanzi alla signora che mi è accanto. La persona accanto a me è assorbita da un libro, le cui pagine non scorrono, ma la mente della persona che tende a leggerlo, quella si che scorre...Eppure quelle pagine sono sempre li ferme. Un libro ha rapito la persona che mi siede accanto e trascinata in chissà quale mondo .
La coppia seduta innanzi alla lettrice del libro invece è una coppia sorridente, serena e forse anche felice. Si guardano e sorridono. Si sfiorano, e sorridono. Sembra che il resto del mondo silenzioso di questo bus , e nel contempo le urla di rabbia del suo motore non li turbino minimamente. Continuano a sorridere... Strana vita quella di oggi sul bus. Urla del motore, silenzio delle persone, sorrisi di una coppia innamorata, il distacco dal mondo reale della lettrice del libro. Il tutto dentro delle scatole di lamiera colorate che trasportano delle vite da un punto all'altro di questa città. Il tempo è fuggitivo un pensiero dura attimi infiniti. Ma a volte talmente infinito che sembra quasi di non aver pensato ciò che forse si stava pensando. Le pagine di quel libro che in realtà non veniva letto racchiudevano i pensieri nonchè i sogni perduti di quella signora. La coppia innamorata, l'uno seduto sopra l'altro invece vivevano il loro sogno. Due mondi, neanche a volerlo, contrapposti ma collocati l'uno innanzi all'altro. Ed io ad osservare. Il sogno perduto, ed il sogno vissuto. In mezzo il silenzio delle persone e le urla del motore . Il bus 21 è anche questo.
Dopo la riflessione esistenziale e reale vissuta sul magico mezzo di trasporto Andrea decide di recarsi in zona universitaria.
Ecco ancora lei, ritornar sempre quando non te lo aspetti più, via Zamboni.
Via che vive di tanti ricordi, di tante lotte alcune ancora vive, ed Andrea notò il manifesto delle banane.
Rimase quasi come incantato da quella forma moderna di comunicazione, il cui scopo era quello di voler provocare gli animus omologati delle persone drogate dalla religione.
Andrea era solito far collezione di manifesti e volantini politici.
Decise di staccare quel manifesto dalle pareti della via universitaria quando...
" Documenti prego".
Andrea venne fermato dalla polizia bolognese che monitorava la zona universitaria, ed in particolar modo quei volantini manifesti della volontà di bananare anche la non più rossa Bologna.
E Bologna da quel momento diverrà gialla.
Gialla per la vergogna di vivere una grande ingiustizia.
La vita a volte è paradossale nelle vicende che connotano la ordinaria quotidianità, ma nello stesso tempo offre immensi spunti di meditazione.
Andrea viene condotto in Questura per essere identificato visto che era privo di documenti.
Li aveva dimenticati a casa.
Non appena in Questura si apprende che è stato fermato ragazzo intento a staccare manifesto delle banane, ecco che le prime agenzie di stampa devastano la verità.
Ora hanno il loro uomo.
Tutti felici e sorridenti.
Tutti tranne Andrea, i veri bananieri non in fuga per breve tempo in Brasile e Beba.
Beba attendeva il suo uomo amato, a casa.
Rientrata dalla biblioteca pensava di veder Andrea, di abbracciarlo.
Doveva parlare con Andrea, voleva dire al suo amato che era incinta ma che aveva deciso di abortire.
Era troppo giovane per crescere un figlio, e poi era totalmente senza lavoro, senza progettualità.
Ma Beba non potrà farlo, perchè Andrea è in Questura.
Viene in mente la storia che ha caratterizzato l'ispirazione della statua il cantico dei cantici in piazza Oberdan a Trieste. Quella splendida scultura è stata realizzata dal maestro friulano Marcello Mascherini.
Marcello che ha regalato a Trieste il restauro della "Fontana dei quattro continenti in piazza Unità, per la facciata del Tribunale di Trieste scolpisce tre statue che rappresentano tre giuristi romani.
Ma la sua opera più umama è certamente il cantico dei cantici. Quella scultura in bronzo, raffigurante due innamorati nel loro struggente ed intenso abbraccio, si riferisce, ahimè, ad un incontro mancato fra un giovane e la sua amata. Nel marzo del 45 Pino, ancora studente di soli vent’anni, mentre aspetta Laura alla fermata del tram di piazza Oberdan viene portato via da una pattuglia tedesca per essere giustiziato in Risiera. In una lettera trovata nella sua giacca egli si rivolgeva alla sua ragazza invitandola ad una nuova vita, senza di lui, invitandola a rimanere forte,inflessibile.
Beba viveva una situazione similare.
Ha per giorni e giorni coltivato il desiderio di confidare ad Andrea l'evento, ma anche la decisione di non voler partorire.
Comunicare di esser incinta e nello stesso tempo di voler abortire ovvero immensa espressione dell' autodeterminazione della donna.
Ma ha atteso a lungo. A volte lasciar sfuggire l'attimo comporta il grande senso di rammarico di non poter più vivere il momento.
La vita è questa, perdere il tempo relativo nel senso di quella perenne falsa sensazione di immortalità che è viva dentro l'uomo è cosa grave. Grave perchè la vita è breve, la vita è fuggente, non puoi sapere cosa accadrà domani, non siamo immortali, non siamo immortali, ma semplicemente eterni mortali.
Andrea verrà processato, incastrato dal potere massonico e papale. Verrà sacrificato per la causa della prova della fedeltà dello Stato italiano verso lo non Santa Sede.
Oscar: " torneremo in Italia?"
Luisa:" hai letto di Andrea? "
Oscar: " bastardi dentro e fuori"
Luisa:" mi sento in colpa non è così che doveva andare"
Oscar: " Lo so. Ho visto la foto di quel ragazzo, sai che mi ricorda qualcuno? Ma non riesco a focalizzare. Ho come la sensazione di averlo già visto. Quello sguardo ingenuo, quei capelli liberi nell'aria. "
Luisa: " chi ti ricorda scusa?"
Oscar: " no, non può essere. non può essere..."
Luisa: " non riesco a seguirti, cosa non può essere?"
Oscar: " dobbiamo ritornare in Italia, subito".
Luisa: " Mi vuoi dire cosa succede?"
Oscar: "non è così che doveva andare, no.Ascoltami ora non ho tempo per spiegarti, ti dirò tutto durante il viaggio di ritorno, lo dobbiamo ad Andrea. Vieni con me?"
Luisa: " Beh male che vada finirò anche io in galera e per cosa? Per aver bananato..."
Oscar" Si parte?"
Luisa: " Si parte!"
Oscar e Luisa decisero di ripartir per l'Italia, decisero di attivarsi per Andrea vittima ingiusta e sacrificale del manifesto delle banane. Ascoltando Sunday morning dei Velvet Underground il poeta ribelle e l'agente provocatore si immergeranno in una nuova esperienza di vita. Non si può fuggire dalla lotta, non si può fuggire dai sensi di colpa, non si può fuggir alla vita.
There's always someone around you who will call It's nothing at all
Watch out, the world's behind you
There's always someone around you who will call It's nothing at all
Sunday morning
Sunday morning
Sunday morning
Squilla il telefono di Luisa. Una di quelle suonerie all'ultima moda, sembra quasi una discoteca volante.
Si pronto?
Sono io.
Ispettore!
Come procede in Brasile?
Come fa a sapere che?
Io so.
Mah...
Puoi ancora recuperare.
In che senso?
Hai letto di quel ragazzo, Andrea?
Si...
Presto si concluderà il processo e probabilmente non verrà condannato perchè lui non è responsabile e tu lo sai...
Si!
Devi consegnarmi Oscar!
Rientriamo in Italia tra due giorni.
Bene, sai già cosa fare!
Ispettore...
Clara non hai scelta o lo consegni a noi, o finirai anche tu nei guai insieme a lui, ti aspetto a Trieste.
Comprendo Ispettore, comprendo.
La telefonata si conclude con un senso di dubbio logorante.
Ma d'altronde cosa è la vita senza dubbio? Il dubbio è l'unica certezza.
Marco Barone
The end...(forse, perchè ciò che non ha inizio non ha fine, ma è tutto un perenne continuo, e questa storia è senza inizio e senza fine...)
dedicato alla mia musa, a mia madre, alla redazione di http://www.gliitaliani.it/ per la diffusione, ed a tutti voi che avete letto questa storia itinerante e viva,grazie. m&g
fonte di alcuni estratti di giornale, notizie,e comunicati:
http://baronemarco.blogspot.com/
http://www.gliitaliani.it/
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