Episodio 14 :
"Bananata".
Oscar: " E' semplicemente incredibile quello che abbiamo fatto. E pensare che avevo dubbi su di te. Ma dimmi una cosa, me lo avresti mai detto?"
Luisa: " Io per te sono e sarò sempre Luisa questo ti basta?"
Oscar: " Veramente no..."
Luisa: " ho capito...vieni qui..."
Ed un bacio d'amore unì due animi che erano sul punto di perdersi per le strade della repressione preventiva.
L'amore può. L'amore può aiutare le persone ad andar oltre la linea della burocrazia,le regole del sistema, le apparenze.
L'amore può.
A Trieste, come a Vibo, ma anche a Bologna ed in varie città italiane non si discuteva di altro, ovvero si fantasticava sul manifesto delle banane, sui bananieri.
Numerosi programmi televisivi dedicati sul punto, si teorizzava sulla laicità dello stato,sul gruppo, su eventuali complotti internazionali, sull'aiuto dei Cinesi.
Passavano in secondo piano le botte di Arcore, dove un gruppo di manifestanti veniva caricato dalle forze dell'ordine mentre protestavano contro la politica del Bunga Bunga, passavano in secondo piano anche tragedie umane come la morte di alcuni poveri bambini in un incendio divampato in una baracca a Roma.
Tutto era concentrato, proiettato, diretto, sui bananieri.
E pensare che in verità l'operazione è stata programmata, realizzata solo da due persone.
Da un poeta e da una poliziotta.
La tensione cresceva. Nell'aria si respirava profumo di rosa, profumo di banana.
Nelle chiese durante le omelie si condannavano i bananieri, così venivano chiamati i diffusori delle banane.
Si pregava, si raccoglievano collette per organizzare manifestazioni a sostegno della povera e martoriata chiesa.
Tutti si domandavano la prossima mossa quale sarà?
L'attenzione cadeva sui punti sensibili.
Riunioni d'emergenza venivano convocate al Ministero dell'Interno dove si disponeva di rafforzare i controlli davanti le chiese, davanti i luoghi di culto cattolici, davanti le sedi papali.
Era strano vedere le chiese protette dai mitra dei militari.
Eppure è successo ed era quello che in realtà volevano.
Volevano sfruttare l'ingenuità di un poeta cultore provocatore della laicità per rafforzare il potere della chiesa conferendo la sensazione che la chiesa fosse sotto attacco, in Italia.
Terroristi, siete solo dei terroristi. Questi i commenti più diffusi tra i poveri fedeli che prima di entrare in chiesa si guardavano bene intorno.
Chi mangiava banane veniva guardato con sospetto.
Si propose anche il divieto di vendita delle banane nei centri commerciali, nei supermarket.
Tutto programmato, tutto concordato.
Ma il poeta aveva ben intuito che la cosa era andata oltre.
Non pensava e mai poteva pensare che l'operazione banana inasprisse sino a quel punto la repressione,la reazione.
Ma come si può aver paura di una banana?
In tempo di crisi poi?
Già la perenne crisi del capitale. Passeggi per le vie universitarie come la storica Zamboni di Bologna e leggi che la "vostra crisi non la paghiamo".
Ahimè, la crisi finta o vera che sia attualmente la paga l'operaio, il lavoratore precario, il senza lavoro, i giovani, non i padroni o i borghesi elitari di Stato.
Ritornando al movimento delle banane, per completare il quadro mancava ancora un colpo di pennello, Muggia.
Dovevano colpire così come avevano colpito a Trieste.
Tutto pronto. Anche la Polizia pronta ad arrestare Oscar sul fatto.
La notte è giunta.
Sulla c.d Portofino della Giulia soffia una leggera bora triestina. I colori raggianti delle case dei pescatori sono esaltati dalla splendida luna di confine.
Strade deserte, strade vuote.
La polizia è schierata in massa dentro la chiesa principale del paese.
Alcuni in borghese, altri in uniforme attendono dentro alcune auto parcheggiate ai lati della piazza centrale del comune triestino.
L'intera Questura di Trieste era stata allertata ma nello stesso tempo svuotata. Erano tutti concentrati su Muggia.
Doveva essere l'operazione banana. Non potevano sbagliare, non dovevano sbagliare.
Luisa questo lo sapeva bene.
Ecco arrivare un ragazzo con una banana in mano, e poi ancora due, tre ragazzi, interi gruppi di ragazze e ragazzi giungevano in modo variegato chi da corso Puccini dopo una deviazione tra i palazzetti di via Dante, chi da via della Torre per l'anticipazione del Carnevale Muggesano ed il relativo BALLO DELLA VERDURA.
Ciò perchè il giorno prima erano state diffuse mail, e catene di sms privati, ad amici e conoscenti libertari del poeta ribelle, a quanto pare sfuggite /i alla polizia, il cui oggetto era la organizzazione di una gran festa nella piazza del Duomo dedicato ai Ss. Giovanni e Paolo. Una festa che in realtà festa non era se non per la polizia.
l'Ispettore Nikovic capì che qualcosa non tornava, si avvicinò ad uno dei ragazzi con in mano la banana e chiese " che diavolo ci fate qui ora?"
" Siamo qui per il ballo della verdura, vede questo è l'invito, porta una banana e bananerai gratis"
Insomma alla polizia venne riservata una gran bananata.
Intanto nello stesso momento a pochi km di distanza succedeva che davanti l'entrata principale della Questura di Trieste veniva abbandonato un manifesto con raffigurata una enorme banana con scritto" più banane meno campane, buona banana a tutti voi ed un post scriptum: troppe banane possono causare mal di pancia, si suggeriscono un paio di banane e un bicchiere d'acqua tiepida ogni mattina prima di colazione, una sana Morning Banana Diet, vi renderà più liberi. Cordialmente movimento delle banane"
Marco Barone
to be continued
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