Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta vidali

Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

Immagine
  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Il balzello di Mosca sulle sorti di Trieste, dalla cessione alla Jugoslavia, alla soluzione italiana

Immagine
    Un documento interessante della CIA del 1953 sintetizza quello che può essere definito come un vero e proprio balzello di Mosca, dall'estrema soluzione jugoslava, a quella italiana, passando dal Territorio Libero di Trieste. Nel suo documento l'intelligence americana afferma che r ecenti rapporti hanno portato a ipotizzare che la linea comunista su Trieste possa passare dal sostenere la costituzione di un territorio libero, come richiesto dal Trattato di pace italiano, al favorire la restituzione dell'intero territorio all'Italia, come auspicato dalla dichiarazione Tripartita del 1948 . Che poi è quello che è realmente successo.   Nel documento si evidenzia come Vidali, avrebbe seguito sempre e solo le direttive di Mosca. Le sorti di Trieste sarebbero state per il carismatico dirigente comunista triestino quelle decise dall'Unione Sovietica. " Il leader comunista triestino Vidali, che ha fatto dichiarazioni simili in precedenza, ha dichiarato durante un re...

Vidali: da difensore dei diritti della minoranza slovena a sostenitore della zona franca di Trieste

Immagine
Il paraculatismo politico Nella società di oggi si assiste a dei paradossi incredibili, dove aree politiche che per una vita hanno osteggiato i diritti delle minoranze slovene o manifestato profonda avversità verso tutto ciò che potesse profumare di Austria, con una strepitosa capovolta, si elevano a tutori dei diritti delle minoranze slovene o rispolverano i simboli dell'Impero. Ma i motivi sono pressoché di natura economica, da un lato, chiamasi "paraculatismo politico" e di consenso elettorale, dall'altro, va constatato che il DNA rimane immutato. Tra le accuse che giungono, come un nastro rotto, è che Vittorio Vidali, accusato di essere l'artefice di tutti i mali del mondo (non fu un santo sia ben chiaro), sarebbe stato un profondo odiatore degli sloveni e volle affossare l'autonomia triestina. Baggianata storica. La storia di Trieste è complessa e segnata da tappe fondamentali che hanno comportato anche un mutare delle strategie politiche in corso.   Cont...

Spie americane che spiavano l'intelligence comunista. Succedeva a Trieste negli anni '50. Decine e decine i comunisti schedati anti Jugoslavia

Immagine
Il Cominform è stata una delle più note organizzazioni internazionali che ha avuto il merito di riunire i più importanti comunisti europei per un decennio circa, fino al 1956, e divenne soprattutto noto a causa della rottura tra Stalin e Tito che si consumò nel 1948. La conseguenza fu l'avvicinarsi della Jugoslavia alle posizioni occidentali e gli americani incentrarono gli sforzi di spionaggio soprattutto nei confronti dell'attività dei comunisti giuliani pro Cominform, dunque pro Stalin, come testimonia ad esempio un prezioso documento della CIA del 1952, di una quarantina di pagine, con il quale si analizza in modo meticoloso l'attività di spionaggio del partito comunista stalinista nella Venezia Giulia, il loro operato nel confine orientale schedando decine e decine di comunisti, analizzandone l'attività svolta al servizio dell'intelligence del partito comunista pro Cominform di Trieste. Al vertice del partito come è noto c'era Vidali, ma non era l'uni...

Quello shock vissuto a Trieste nella guerra tra stalinisti e titisti

Immagine
Tito con la sua Jugoslavia fu il più feroce avversario di Stalin ed il miglior alleato del blocco Occidentale per arrestare l'avanzata Sovietica. E Trieste, terra di mezzo, ancora una volta a suo modo ne fu protagonista. Oggi sigle come PCI, PCJ, PCTLT, ai giovanissimi forse non dicono molto, ma in quei tempi erano tutto per un numero enorme di persone, di identità. I rapporti tra Stalin e Tito non furono mai eccellenti, a Trieste già nel '47, un anno prima del 28 giugno del '48, quando la Jugoslavia venne buttata fuori dall'Ufficio d'informazione dei partiti comunisti e operai, Cominform, ci furono importanti segnali di rottura. Ma lo scontro raggiunse il suo apice in quei 7 anni pesanti che vissero tanti triestini e non solo. Il GMA ed i fascisti assistevano alle violenze che si scagliavano contro i comunisti jugoslavi, come da spettatori, mangiando popcorn si direbbe oggi, e ovviamente le conseguenze furono tremende. Compagni non più compagni, nemici come nem...