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Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Sarajevo, quell'unità tra le religioni ritrovata attraverso i divieti

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Di Sarajevo si ricordano due cose, l'attentato del 1914 che diventerà il pretesto per massacrare la Serbia e da lì partirà la prima guerra mondiale e la guerra degli anni '90. Si respira tra le strade della città bosniaca l'aria di questo passato. Lo cerchi, e lo vedi. Come al mercato, con la strage che comportò 68 morti e 142 feriti, del 5 febbraio 1994, fatto che nell'estate del 1995 con 43 morti e 75 feriti, si ripeterà nuovamente ed ebbero entrambi, questi attentati, come conseguenza ovvia l'intervento delle forze  occidentali contro i serbi. La vedi questa storia sui muri dei palazzi che raccontano un periodo oggi ancora vivo e presente e che ha lasciato il segno con memorie non condivise a partire dal massacro di Srebrenica all'assedio della città che determinerà quasi 12 mila vittime. In una città profondamente araba, o meglio turca, i cartelli informativi sono in inglese, tedesco, bosniaco e turco. Bandiere della Turchia e della Bosnia le trovi...

Centinaia di migranti prendono "d'assalto" un treno alla stazione di Sarajevo

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Centinaia di migranti hanno cercato di prendere d'assalto il treno per Bihac, dove si registrano situazioni sconcertanti, dalla stazione centrale di Sarajevo. Il controllore del treno con fatica cercava di fare rispettare a questa ondata di migranti una sorta di fila improvvisata, ma era come non stupito per quello che stava accadendo, perchè sicuramente successo altre volte, mentre la polizia bosniaca osservava a breve distanza la situazione senza intervenire. Il fatto è accaduto il 24 luglio, ma la foto si è potuta pubblicare solo ora, per ragioni di sicurezza, perchè non appena la polizia si è accorta che si stava scattando la foto per testimoniare quella situazione si è avventata intimando di non fotografare perchè in quell'area non si poteva fotografare in una Bosnia dove abbondano i cartelli con divieto di foto. Effettivamente nella stazione di Sarajevo ci sono diversi avvisi sul divieto di fotografare, ma quanto accaduto sul binario uno della stazione di Sarajevo n...

Il più grande complotto della storia e il giorno di San Vito

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Quando pensi a San Vito, ti può venir in mente, ad esempio, la canzone, di Capossela, il Ballo di san Vito.  Terra di sud, terra di sud Terra di confine Terra di dove finisce la terra E il continente se ne infischia E non il vento E il continente se ne infischia e non il vento E il vento, che soffiò, in quel 28 giugno del 1914, fu funesto. Elettrizzante, carico di drammaticità, un vento che porterà il mondo nella più grande tempesta della sua storia, la prima guerra mondiale, a cui poi, ne seguirà, una seconda, conseguenza degli effetti storici che si determineranno a causa della prima. San Vito, è un santo venerato nei Balcani, soprattutto in Serbia. Quella Serbia, non si sa perchè, sempre disprezzata e odiata.  Era un giorno sacro per i serbi il 28 giugno, come lo è ancora oggi, come si può capire anche al museo della guerra di Belgrado, la guerra ha fatto rima per tanto tempo con la Serbia. Nel 1389, il 28 giugno secondo il calendario gregoriano, il 15 giu...

Le analogie tra Sarajevo del '14 e Parigi 2015. Dopo Charlie Hebdo nasce lo scudo di Parigi

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Due colpi di pistola all'angolo della via che conduce s ulla strada Francesco Giuseppe cambieranno la storia del mondo. Due colpi di pistola che determineranno la diabolica goccia che trascinerà il mondo nella prima guerra mondiale ed a tutto quello che, drammaticamente, ne conseguirà. Tante anomalie accaddero in quel giorno di giugno a Sarajevo. C'è chi dice che l'autista non era stato informato del cambio di tragitto, c'è chi dice che l'autista aveva sbagliato strada, c'è chi dice che la polizia non aveva fatto nulla per impedire il passaggio “errato”.  Mano del terrorismo nazionalistico, si dirà.  Pretesto per punire un popolo intero, pretesto per domare una terra utile nello scacchiere dell'imperialismo Imperiale.  Una guerra, due guerre, tante piccole e frammentate guerre, tra dittature, rivoluzioni, lotte rivolte e quello che non è riuscito a scatenare quel giorno, l'11 settembre del 2001, poi Londra e Madrid, forse riuscirà a scatenarlo il...

Prima guerra mondiale: l'attentato di Sarajevo due piccioni con una fava avvelenata

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28 giugno 1914, la data delle date, la data pretesto, la data attesa, la data, forse, voluta.  Una data che cambierà gli equilibri del mondo, in un tempo ove anche la pace serviva per preparare nuove guerre, in un tempo che ha esternato, senza censura alcuna, la più dura e cruda natura disumana dell'essere umano.  Francesco Ferdinando e consorte non erano ben visti dall'Imperatore Francesco Giuseppe, si è spesso parlato di “erede” forzato e sgradito, ha dovuto addirittura giurare, come ricorda Luciano Canfora in un suo recente libro “ 1914- Sellerio editore Palermo”  di rinunciare "per i propri eventuali figli alla successione degli Asburgo”.  Ma due colpi di pistola hanno risolto il  problema .  Già la mattina stessa, per le strade calde di Sarajevo aveva evitato una bomba.  L'esplosione distrusse l'auto che stava immediatamente dietro a quella dell'erede dell'Impero Austro Ungarico.  Poi, come le fonti storiche hanno tramandato, vuoi per ...