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Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Nuova SARS, coronavirus, in Italia è panico da guerra, le frontiere sono a rischio chiusura

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E' noto come coronavirus, ma il suo nome è Sars coV2, la malattia è nota come Covid 19. Una nuova SARS. Che, nata sempre nei paesi asiatici ebbe una durata di una decina di mesi determinando 8 096 casi e 774 decessi in 17 Paesi.  I dati scientifici ad oggi a disposizione affermano che il "nuovo coronavirus ha un tasso di letalità sensibilmente inferiore rispetto a quello osservato per altri coronavirus come SARS e MERS , anche se la sua contagiosità è maggiore ".  E qui si sta scatenando un putiferio. Una cosa mai vista in epoca moderna in questa dimensione. Per il panico globale che si sta scatenando. Quarantene come neanche nei film, isolamenti, e ovviamente le immancabili aggressioni o reazioni a sfondo razziale. Solo che ora non te la puoi più prendere con i cinesi. Perchè il contagio è avvenuto in Italia. E quindi il "problema" ora sarà, nel panico italiano, il veneto, il lombardo, l'emiliano, il cittadino che proviene dalla regione contagiat...

Il diverso trattamento in caso di malattia tra personale di ruolo e precario

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Chi è di ruolo, ovvero assunto con contratto a tempo  indeterminato , ha un conservazione del posto di lavoro, in caso di malattia, per un periodo pari a mesi 18 nel triennio, superati questi canonici 18 mesi può sì essere richiesto un periodo ulteriore di 18 mesi, ma non vi sarà alcuna spettanza retributiva, si interrompe l'anzianità di servizio, ma sono utili per la conservazione del posto di lavoro. Come ha avuto modo di evidenziare l'ARAN il dipendente, in stato di malattia, può rientrare in servizio anche prima della scadenza del periodo di assenza per malattia previsto dal relativo certificato medico. In ogni caso, sembra opportuno che l’amministrazione, al fine di evitare ogni eventuale responsabilità al riguardo, richieda al lavoratore una specifica certificazione medica dalla quale risulti la piena idoneità psico-fisica allo svolgimento delle mansioni proprie del profilo di appartenenza dello stesso. Ciò in considerazione del fatto che, ai sensi delle disposizioni...

Scuola: il caos interpretativo per l'assenza per visita specialistica

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Si registra l'ennesimo intervento legislativo che “invade” la sfera contrattuale in materia scolastica. Continua, insomma, la volontà dello Stato di riappropriarsi di una materia, quale quella della gestione del rapporto di lavoro e dell'imposizione dei doveri e riconoscimento dei diritti, cogliendo l'occasione che viene offerta dal blocco del rinnovo della contrattazione.  Dopo il caso ferie, scatti, corsi di aggiornamento e formazione ecc, ora è il momento delle assenze per malattia per visita specialistica.  Occorre premettere che in verità nel comparto scuola, vuoi per dimenticanza, vuoi per diverse ragioni che non è qui il caso di spiegare, non esisteva e non esiste un permesso specifico per visita specialistica. Lo strumento a cui ricorreva ed a parer mio può ancora ricorrere il lavoratore è l’assenza per malattia ma anche  la fruizione di un giorno di permesso per motivi personali; la fruizione di un permesso breve.

Malattia, quando il regime delle fasce orarie ti costringe agli arresti domiciliari

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Come è noto gli arresti domiciliari prevedono, secondo il provvedimento specifico adottato dal Giudice, che il condannato possa scontare la pena presso la propria abitazione di residenza o presso un istituto di assistenza fisica o psichica (se il condannato ha bisogno di cure specifiche) senza però allontanarsi da essa. Cosa accade quando il lavoratore si ammala? Nella scuola, salvo nel caso di patologie gravi che richiedono terapie salvavita, infortuni sul lavoro, malattie professionali, stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, sussiste l'obbligo di essere reperibile al proprio domicilio dalle 9 alle 13, e 3 ore il pomeriggio dalle 15 alle 18. Nel settore privato invece tale reperibilità sussiste dalle dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 17,00 alle ore 19,00, ma, a differenza del pubblico, se i contratti collettivi lo consentono, anche in caso di malattia ed infortunio sul lavoro,  i lavoratori sono costretti a ris...