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Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

Riconoscendo maggiore autonomia al Veneto e Lombardia, si apre la strada ad una futura secessione

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I processi di secessione od indipendenza, sarà un caso, ma caso non è, traggono la loro forza sicuramente da vicissitudini identitarie, storiche, tradizionali ben affermate e radicate, ma il vero motore che determina il tutto è solo ed esclusivamente l'economia. Sono le zone più ricche che vogliono staccarsi. Così era per la Padania, ma il secessionismo è crollato nel momento in cui si è scagliata in Italia la crisi economica del 2008 impoverendo anche il ricco nordest. La Catalogna rispetto alla Spagna ha superato bene la crisi, ed ora rivendica con forza la sua indipendenza, un nazionalismo minore che si scontra con quello maggiore spagnolo, quando il vero problema che lì avrebbero sarebbe quello di affossare la monarchia. Siamo nel terzo millennio ed esiste ancora la monarchia. Pazzesco, ma è così. La Catalogna come da Costituzione godeva ed ha goduto di profonda autonomia. Ma questa non è più bastata. Arrivati ad un certo punto, potendoselo permettere, perchè ricca, decid...

La Regione Lombardia istituisce la festa regionale lombarda

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La Legge Regionale 26 novembre 2013, n. 15 è composta da un solo articolo e tre commi che così recita: Art. 1  (Istituzione della Festa regionale lombarda) 1. La Regione Lombardia, in attuazione dell'articolo 1 dello Statuto d'autonomia, al fine di favorire la conoscenza della  storia della Lombardia e di illustrarne i valori di cultura, di costume, di civismo, nel loro radicamento e nella loro  prospettiva, istituisce il 29 maggio quale 'Festa regionale lombarda', ricorrenza della battaglia di Legnano del 29  maggio 1176, nella quale la Lega Lombarda sconfisse l'esercito del Sacro Romano Impero Germanico. 2. La giornata di cui al comma 1 è occasione per diffondere la conoscenza dei relativi fatti storici presso i giovani  delle scuole lombarde di ogni ordine e grado. 3. Dall'attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. La cosa interessante di questa iniziativa è capire cosa si dovrà, chi lo ...

Da Trieste a Venezia passando per la Lombardia i nuovi fronti per l'indipendentismo

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Ricordate quel 15 settembre 1996 quando dal palco di Venezia venne proclamata l'indipendenza della Padania? Nel corso di questi anni il principale partito secessionista, la Lega Nord, è stato caratterizzato da diverse turbolenze. Ma non è finita la voglia di secessione né di indipendenza. Si è passati dall'idea astratta della Padania a situazioni locali, di stampo nazionalistico, che certamente sono più sentite, più vissute e più partecipate dalle persone. In questo tempo dalla perdurante crisi economica e sociale l'idea di chiudersi in un recinto più piccolo, ove maggiore è il senso di protezione, alletta, alletta talmente tanto, che concetti trasversali, che ben possono unire una moltitudine di soggettività, fungono da catena, una catena che vuol liberare queste persone dalla Sovranità dello Stato italiano ma legarle alla Sovranità di una piccola nazione che dovrà, a detta loro, venire. I diritti civili i temi etici non sono all'ordine del giorno, non si ca...

1708 aziende confiscate alle mafie di cui una sola in FVG

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L'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata periodicamente aggiorna la situazione dei beni confiscati alle mafie. I dati aggiornati al 7 gennaio 2013 sono a dir poco inquietanti. Per quanto riguarda nello specifico il settore delle aziende ne risultano ben 1708 confiscate alle mafie su un totale di 12946 di beni confiscati( immobili ed aziende), con il record alla Sicilia con ben 538 aziende, seguita dalla Campania con 252 aziende, la Calabria con 105 aziende e la Lombardia 102 aziende. Il Friuli Venezia Giulia ha, in base ai dati citati, una sola azienda confiscata, e precisamente a Cervignano del Friuli , una società in accomandita semplice. Marco Barone

Quale scuola 2.0?

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L'OCSE ha reso noto nel giudizio ( Review of the Italian Strategy for Digital Schools) sul Piano Nazionale Scuola Digitale italiana, che s econdo i dati dell’Osservatorio Tecnologico del Miur, aggiornati al 31 agosto 2012 ed elaborati su una rilevazione che ha riguardato l’85% delle scuole di ogniordine e grado, i computer presenti nelle scuole sono: 169.130 nella primaria (1 PC ogni 15 studenti); 150.385 nella secondaria di I grado (1 PC per ogni 11 studenti); 334.079 nella secondaria di II grado (1 PC per ogni 8 studenti). I dispositivi portatili (PC/tablet) in uso individuale agli studenti sono 13.650. Le LIM attualmente installate sono 69.813, per una copertura del 21,6% delle aule scolastiche. Le aule connesse in rete sono circa il 54%, mentre l’82% circa delle scuole possiede una connessione internet. Inoltre, sono attive 416 Cl@ssi 2.0 e 14 Scuole 2.0. Per sviluppare il piano, una volta ultimata la rilevazione, il Ministero ha stipulato il 18 settembre 2012...