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Visualizzazione dei post con l'etichetta balcanofobia

Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Summit dei Balcani Occidentali come la cooperazione tra giovani può contrastare i nazionalismi?

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Come è noto a Trieste si svolgerà un meeting sui Balcani Occidentali, zona dell'ex Jugoslavia che ha più di 20 milioni di abitanti ed include Paesi come Macedonia, Montenegro, Albania, Serbia, Kosovo che attendono in un certo senso di entrare in Unione Europea. Questo summit sui Balcani Occidentali è certamente un passo, ulteriore, per tale inclusione, che si afferma proprio nel momento in cui i rimpianti verso la Jugoslavia incrementano.   La Regione del FVG si è attivata invitando i rappresentanti della società civile del Friuli Venezia Giulia  a formulare un proprio contributo sintetico su uno o più temi come indicati nel sito   ( al massimo 500 caratteri per ogni tema di interesse) e quello che voglio evidenziare è questo:  come la cooperazione tra giovani potrebbe essere uno strumento valido nella lotta/prevenzione dei nazionalismi e della radicalizzazione nella regione? I contributi, recanti il preciso riferimento al tema selezionato, devono esser...

Terrorismo: se si punta il dito contro la rotta balcanica, la Serbia, la Croazia e la Bosnia

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Il "terrorista" più ricercato del mondo è stato arrestato a Bruxelles, in quello che per molto tempo era noto anche per alcuni come ex quartiere italiano, per una consistente presenza di italiani e di attività di italiani, anche se nessuna TV o giornale al momento dell'arresto ha mostrato il suo volto. Misteri del mondo della comunicazione, a volte non aspettano altro che mostrarti in faccia il super ricercato appena arrestato, pensiamo ai boss mafiosi nostrani,  come trofeo, altre volte, invece, regna la prevalenza di una sorta di privacy, o di sicurezza, anche se non si capisce di che privacy o sicurezza si possa mai parlare quando per mesi hanno sbattuto in pasto ai media il volto dell'uomo più ricercato del mondo, e dopo il suo arresto, hanno continuato a mostrare momenti della sua vita privata. Già. Rimarrà impressa la scena di quell'uomo con un cappello in testa che fugge nella direzione opposta rispetto a quella delle forze speciali, per poi essere colp...

La Trieste antirazzista risponde all'inventata Balcanofobia

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Non si è fatta attendere, anche se in piena estate, una risposta da parte della Trieste antirazzista ed antifascista alla questione della balcanofobia dopo una serie di eventi, come ben spiegati in questo post pubblicato su GIAP  dalla cui lettura ho maturato anche questa riflessione  . Insomma all'ondata reazionaria che ne è seguita, venerdì 24 luglio  a partire dalle ore 19, presso la piazzetta Biagio Marin (aka "fontana di Barcola"), antifasciste e antifascisti triestini/e presentano "Letture antifasciste": letture, riflessioni e idee contro ogni forma di fascismo, sessismo, razzismo e discriminazione per una città aperta e solidale. Ci saranno anche banchetti informativi, un microfono aperto per lasciare il proprio messaggio da condividere pubblicamente con la Trieste che a questo gioco al massacro e pericoloso semplicemente non ci sta. Marco Barone 

L'inventata balcanofobia di Trieste nasconde in realtà una “sfida” alla Procura e Questura ?

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Questa riflessione nasce dopo aver letto il  post a cura di Andrea Olivieri e Tuco pubblicato su GIAP che certamente ne ha per tutti e tutte, ed offre spunti di riflessione interessanti. E' innegabile che vi sono problemi di nazionalismo, di razzismo, di xeonofobia, in una città, quale Trieste, che ha conosciuto sempre le violenze più estreme proprio in nome e per conto del nazionalismo.  Però, ragionandoci, nutro delle sensazioni, chiamiamole così. L'ex questore di Trieste prima del passaggio di consegne a gennaio 2015 dichiarava che questa era “una città sostanzialmente sicura e vivibile, dove si riesce ancora a dare una risposta anche alle piccole istanze della gente”. Il mese successivo si insediava il nuovo questore, che dichiarava “Qui siamo un'isola felice, ma bisogna sempre stare all'erta per conservare il benessere sociale di cui godiamo“  Nel mentre di questi due passaggi in città accadeva un fatto sconcertante per i canonici rapporti tra stampa, e p...