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Visualizzazione dei post con l'etichetta balcanofobia

Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Summit dei Balcani Occidentali come la cooperazione tra giovani può contrastare i nazionalismi?

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Come è noto a Trieste si svolgerà un meeting sui Balcani Occidentali, zona dell'ex Jugoslavia che ha più di 20 milioni di abitanti ed include Paesi come Macedonia, Montenegro, Albania, Serbia, Kosovo che attendono in un certo senso di entrare in Unione Europea. Questo summit sui Balcani Occidentali è certamente un passo, ulteriore, per tale inclusione, che si afferma proprio nel momento in cui i rimpianti verso la Jugoslavia incrementano.   La Regione del FVG si è attivata invitando i rappresentanti della società civile del Friuli Venezia Giulia  a formulare un proprio contributo sintetico su uno o più temi come indicati nel sito   ( al massimo 500 caratteri per ogni tema di interesse) e quello che voglio evidenziare è questo:  come la cooperazione tra giovani potrebbe essere uno strumento valido nella lotta/prevenzione dei nazionalismi e della radicalizzazione nella regione? I contributi, recanti il preciso riferimento al tema selezionato, devono esser...

Terrorismo: se si punta il dito contro la rotta balcanica, la Serbia, la Croazia e la Bosnia

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Il "terrorista" più ricercato del mondo è stato arrestato a Bruxelles, in quello che per molto tempo era noto anche per alcuni come ex quartiere italiano, per una consistente presenza di italiani e di attività di italiani, anche se nessuna TV o giornale al momento dell'arresto ha mostrato il suo volto. Misteri del mondo della comunicazione, a volte non aspettano altro che mostrarti in faccia il super ricercato appena arrestato, pensiamo ai boss mafiosi nostrani,  come trofeo, altre volte, invece, regna la prevalenza di una sorta di privacy, o di sicurezza, anche se non si capisce di che privacy o sicurezza si possa mai parlare quando per mesi hanno sbattuto in pasto ai media il volto dell'uomo più ricercato del mondo, e dopo il suo arresto, hanno continuato a mostrare momenti della sua vita privata. Già. Rimarrà impressa la scena di quell'uomo con un cappello in testa che fugge nella direzione opposta rispetto a quella delle forze speciali, per poi essere colp...

La Trieste antirazzista risponde all'inventata Balcanofobia

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Non si è fatta attendere, anche se in piena estate, una risposta da parte della Trieste antirazzista ed antifascista alla questione della balcanofobia dopo una serie di eventi, come ben spiegati in questo post pubblicato su GIAP  dalla cui lettura ho maturato anche questa riflessione  . Insomma all'ondata reazionaria che ne è seguita, venerdì 24 luglio  a partire dalle ore 19, presso la piazzetta Biagio Marin (aka "fontana di Barcola"), antifasciste e antifascisti triestini/e presentano "Letture antifasciste": letture, riflessioni e idee contro ogni forma di fascismo, sessismo, razzismo e discriminazione per una città aperta e solidale. Ci saranno anche banchetti informativi, un microfono aperto per lasciare il proprio messaggio da condividere pubblicamente con la Trieste che a questo gioco al massacro e pericoloso semplicemente non ci sta. Marco Barone 

L'inventata balcanofobia di Trieste nasconde in realtà una “sfida” alla Procura e Questura ?

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Questa riflessione nasce dopo aver letto il  post a cura di Andrea Olivieri e Tuco pubblicato su GIAP che certamente ne ha per tutti e tutte, ed offre spunti di riflessione interessanti. E' innegabile che vi sono problemi di nazionalismo, di razzismo, di xeonofobia, in una città, quale Trieste, che ha conosciuto sempre le violenze più estreme proprio in nome e per conto del nazionalismo.  Però, ragionandoci, nutro delle sensazioni, chiamiamole così. L'ex questore di Trieste prima del passaggio di consegne a gennaio 2015 dichiarava che questa era “una città sostanzialmente sicura e vivibile, dove si riesce ancora a dare una risposta anche alle piccole istanze della gente”. Il mese successivo si insediava il nuovo questore, che dichiarava “Qui siamo un'isola felice, ma bisogna sempre stare all'erta per conservare il benessere sociale di cui godiamo“  Nel mentre di questi due passaggi in città accadeva un fatto sconcertante per i canonici rapporti tra stampa, e p...