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Il piccolo "Spomenik" di Ronchi il monumento dedicato al partigiano Andrijic

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    La Jugoslavia del dopoguerra. C'è Tito, il paese è uscito a pezzi da un conflitto mondiale ferocissimo, e il regime socialista deve decidere come ricordare i propri morti. Di solito si mettono in piedi i soliti monumenti, il generale di bronzo, il soldato col fucile, la vedova in lacrime. E invece no! Fanno una scelta pazzesca. Chiamano i migliori architetti e designer dell'epoca — gente del calibro di Vojin Bakić o Ana Bešlić — e dicono: "Dobbiamo guardare al futuro" . Nascono così gli spomenik : queste gigantesche opere d'arte astratte, futuristiche, che sembrano quasi astronavi atterrate in mezzo alle montagne o alle foreste o nel nostro Carso. L'effetto è potente ancora oggi, da Podgarić a Kozara, fin dentro i confini della vicina Slovenia. Ti trovi davanti a questi blocchi di cemento e rimani a bocca aperta. Ma la cosa veramente incredibile, che uno non si aspetterebbe, è che queste opere esistono anche da noi, in Italia. Certo, sono pochissime le ci...

Grazie, Partigiani

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Il più piccolo aveva solo 14 anni. Saranno 147. 147 i partigiani di Ronchi che sacrificheranno la propria vita per combattere quel male assoluto che è stato il fascismo. Senza dimenticare le centinaia di deportati. 75 saranno quelli che non torneranno più a casa.  Erano giovani e meno giovani, uomini e donne, italiani e sloveni, croati, serbi, e di tanti altri luoghi. Quel giorno dell'armistizio, nell'Italia, sbandata, con l'esercito in rovina, in cambio di vestiti civili, di cibo, si consegnavano le armi. Il Paese allo sbando, e il popolo, finalmente poteva riscattarsi. La guerra è finita, pensavano in tanti. Ma in quelle ore, soprattutto qui al confine orientale, si era capito cosa sarebbe successo. La Germania nazista avrebbe occupato l'Italia, non c'era tempo di festeggiare, la guerra non era finita, il peggio doveva ancora arrivare. In centinaia si mossero con le loro tute blu dai cantieri navali di Monfalcone. Cantieri da dove partivano spesso delle ...

A Selz di Ronchi si celebra la resistenza ma aumentano le preoccupazioni sul neofascismo

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La Brigata Proletaria è un pezzo di storia italiana importante. Anche se immeritatamente  sconosciuta nel resto del Paese, forse perchè nella scuola la storia della resistenza e le vicende complesse del confine orientale vengono sfiorate se non totalmente ignorate. E' stata la prima formazione armata partigiana che si è costituita nel territorio italiano subito dopo il fatidico 8 settembre del 1943. La marcia delle tute blu da Monfalcone verso Selz e poi la battaglia di Gorizia che durerà quasi un mese. E sarà il 12 settembre il giorno in cui verrà ordinato alla Brigata Proletaria di trasferirsi in prima linea per aiutare lo schieramento sloveno che si apprestava a fronteggiare l'arrivo dei tedeschi. Sarà nella resistenza che si ritroverà la solidarietà e la fratellanza perduta sotto il fascismo tra sloveni ed italiani, nel nome dell'internazionalismo che caratterizzerà proprio la Brigata Proletaria. A Selz di Ronchi ogni anno si effettua la tradizionale fiaccolata ...

8 settembre '43 la cerimonia ai Cantieri navali di Monfalcone (foto)

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Come da tradizione resistente, anche in questo 2016, si è voluto celebrare l'8settembre. Giorno fatidico per l'Italia. Presenti varie delegazioni delle sezioni ANPI, diversi operai, diverse soggettività, presenti anche il Sindaco di Monfalcone e di Staranzano. Assente il Comune di Ronchi, di cui era presente la sezione ANPI, ma sono due cose diverse. Dicono che il Comune di Ronchi non ha mai partecipato a questa iniziativa. Sinceramente mi sfugge il motivo. Sfugge il motivo che possa giustificare tale assenza, rilevato che saranno proprio i "cantierini", le tute blu dei cantieri navali di Monfalcone a costituire il grosso della Brigata Proletaria che si formerà a Selz di Ronchi. Importanti gli interventi, in un contesto sociale ove le libertà sono continuamente a rischio, i razzismi incrementano, i muri sembrano essere la normalità, e sistemi di controllo invasivi nei confronti dei lavoratori si affermano con normalità nei luoghi di lavoro. In un contesto socia...

8 settembre del '43 un bel giorno per l'Italia, guardando al Rojava

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E' il giorno dei giorni. Da un lato scatenerà l'ira funesta nazista e l'occupazione di alcune zone d'Italia. Dall'altro, sarà il giorno in cui si affermerà il riscatto dell'Italia. Segnali di resistenza ve ne furono già prima di questo giorno, ma sarà solo con le condizioni che si verranno a determinare che sarà possibile una resistenza unitaria e diffusa, senza dimenticare che la prima brigata partigiana armata che si costituirà in Italia sarà a Selz di Ronchi, con la brigata proletaria, e la battaglia di Gorizia sarà la prima grande battaglia affrontata dai partigiani in Italia contro l'invasore. Dopo l'8 settembre del 1943 nulla sarà come prima. Esercito sbandato, ritirate, civili che diventeranno partigiani, popoli divisi dalle politiche razziste del fascismo che ritroveranno l'unità grazie alla resistenza, come accadrà tra sloveni ed italiani.  Si lotterà non solo per liberare l'Italia ma anche per un mondo diverso, e l'ideale com...