Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

Io sono FVG: la scheda che racconta Ronchi va rivista, non è più un Paese, si ignora la Resistenza e Oberdan



In questi giorni si sta parlando dell'iniziativa regionale Io sono FVG che ora accompagnerà anche i voli dell'ex Alitalia. E sarà possibile collegarsi al sito Turismo FVG che presenta e racconta anche i comuni della nostra regione. Tra questi, ovviamente, c'è Ronchi. Una scheda di una decina di righe, che dal punto di vista identitario e storico necessita certamente di essere rivista. Visto che Io sono FVG vorrebbe rispecchiare l'identità dei luoghi, per usare un termine dannunziano, la scheda di Ronchi ne esce mutilata.

Questo è quello che si può  attualmente leggere:

La località Ronchi dei Legionari, adagiata alle pendici del Carso, era abitata sin dall'epoca preromana.In epoca romana sorsero alcune ville rurali, i cui impianti sono stati recentemente rinvenuti lungo il perimetro dell'Aeroporto del Friuli Venezia Giulia.Insieme ai territori vicini, Ronchi dei Legionari fu soggetta a continue scorrerie, anche da parte dei Conti di Gorizia; visse un periodo di tranquillità nel Settecento e Ottocento e, nel 1850, ebbe una Podestà quale rappresentante consiliare, mentre nel 1912 venne elevata al rango di Borgata. Sede dell'aeroporto regionale, riprende nel propio nome la parola "legionari" dalla spedizione organizzata da Gabriele D'Annunzio, che il 12 settembre del 1919 occupò Fiume. In ricordo di tale impresa dannunziana conosciuta anche con il nome di "Marcia su Fiume", sulla strada statale che da Ronchi dei Legionari porta a Monfalcone, troviamo una lapide posizionata sulla casa che ospitò il "vate" Gabriele D'Annunzio e a poca distanza da una colonna posta davanti al cimitero del paese.

Come si può osservare si parla di paese e non di città, ma oramai Ronchi ha il titolo di città, e va chiamata come tale, non più paese. Si dovrebbe scrivere qualcosa in più sullo scalo regionale, realizzato nell’aprile del 1935 ove iniziò sostanzialmente la costruzione del campo di aviazione di Ronchi dei Legionari, utilizzato come base di supporto all'addestramento dei velivoli del 4° Stormo Caccia basato a Gorizia. Si dedicano ben quattro righe su un complessivo di undici righe solo alla vicenda di D'Annunzio, si ignora totalmente la storia della Resistenza, furono 1000 i partigiani bisiachi partiti da Selz che cercarono di difendere l'Italia prima che altrove con la Brigata Proletaria nella storica battaglia di Gorizia, come 1000 furono i garibaldini che fecero l'Italia. Un fatto storico ignorato, e che eppure a Ronchi vede essere presente un monumento imponente nella centrale piazza dell'Unità d'Italia e sono pochissimi i Comuni italiani che hanno monumento dedicato alla Resistenza come quello ronchese, realizzato nell'aprile del 1967, per non parlare dei cippi e delle targhe dedicate alla Resistenza disseminate in tutta la città di Ronchi. E che dire dell'arresto di Oberdan? Fatto storico ricordato ovunque, ma ignorato nella scheda regionale. A prescindere da come la si possa pensare sull'attentatore di Francesco Giuseppe, che portò la principessa Sissi a dire che degli italiani non ci si poteva fidare. Fu un fatto storico importante che non si può ignorare. A tal proposito è il caso di ricordare che la targa realizzata a Ronchi che ricorda Oberdan è totalmente illeggibile. Per recuperare il testo bisogna attingere ad alcuni fonti storiche come il prezioso volume di Domini Storia e Documenti da cui si estrapola l'immagine. Nel testo della targa, scritta con l'enfasi di quell'epoca si legge: “Guglielmo Oberdan, martire e cavaliere sublime de l'ideale santamente sacrificato per la libertà ed il diritto da feroce austriaca catena il XX dicembre 1882 in Trieste. A pena ammonimento vergogna del'Imperio che fu, la popolazione civile di Ronchi che lo ebbe in questa borgata pria de l’arresto incide ne la pietra il proposito di fissare ne gli umani cervelli la fede la forza la ferma volontà che sorresser il biondo triestino ne la vita ne le opere sul palco. Ronchi di Monfalcone 20 dicembre 1920. Bertozzi". È probabilmente l'unica targa dove si può leggere ancora il nome Ronchi di Monfalcone, che come è noto, per mano del fascismo nel 1925, diventerà Ronchi dei Legionari per omaggiare l'occupazione fiumana per mano dei legionari. Insomma, una scheda dal punto di vista storico ed identitario da revisionare. 

mb

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