Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

Se solo l'aeroporto di Ronchi, viene chiamato solamente con il nome di una città diversa, Trieste

 

La storia dell'aeroporto ronchese risale all’aprile del 1935 quando si diede il via libera alla costruzione del campo di aviazione utilizzato come base di supporto all'addestramento dei velivoli del 4° Stormo Caccia basato a Gorizia. Subì attacchi durante la seconda guerra mondiale, tanto da azioni partigiane, che fecero saltare in aria degli aerei nazisti, quanto dai bombardamenti degli Alleati, venne  presidiato dalla Royal Air Force britannica fino al 1947, per poi diventare un campo di ortaggi. Nel vero senso della parola.

foto tratta dalla mostra sulla storia militare dell'aeroporto ronchese organizzata dal Cav. Storni

Sarà grazie all'ingegno di Furio Lauri che l’aeroporto iniziò lentamente una sua seconda vita, con la società Meteor, che fece da ponte dal passaggio militare dello scalo ronchese a quello civile che si definì nel 1977 quando venne dichiarato “aeroporto civile statale” perdendo il suo status di “aeroporto militare aperto al traffico civile”. Lo scalo, l'unico, del Friuli Venezia Giulia, da qualche anno è passato dal nome ed intitolazione, "Trieste No-Borders Airport Pietro Savorgnan di Brazzà Ronchi dei Legionari Friuli Venezia Giulia”, al più semplice Trieste Airport. Nel sito dell'ENAC è indicato solo come aeroporto di Trieste. Ma se si vanno a vedere altri scali collocati in città minori, lo scalo riporta il nome del Comune o della località che lo ospita o anche. Come Alghero, Comiso, Lamezia,Milano Linate, Milano Malpensa, Roma Fiumicino, solo a Ronchi non se pol abbinare il nome di Trieste a quello di Ronchi, perchè? Quasi come se si volesse cancellare Ronchi, città di 12 mila abitanti, che deve sorbirsi l'aeroporto, tanto nel bene quanto nel male però, e che non deve avere neanche il diritto di vedersi riconosciuta ufficialmente come la città che ospita lo scalo regionale. Tutto ciò è inaccettabile e la politica regionale deve attivarsi per cambiare rotta, decisamente.

Questo l'elenco di come vengono citati gli scali aeroportuali nel sito ufficiale dell'ENAC:

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