Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Tra le priorità del semestre sloveno la giornata europea contro i totalitarismi. Quanto è credibile la Slovenia che guarda all'Ungheria, Polonia e Russia?

 




La Commissione europea nel suo profilo social, alle critiche che avevo sollevato sul fatto che la Slovenia fosse alla guida del semestre europeo, mi risponde evidenziando che le priorità della presidenza slovena sono ispirate al suo motto: "Insieme. Resilienti. Europa". Il programma della presidenza è incentrato su quattro settori principali:
1. ripresa, resilienza e autonomia strategica dell'UE
2. una riflessione sul futuro dell'Europa
3. stile di vita europeo, Stato di diritto e valori europei
4. maggiore sicurezza e stabilità nel vicinato europeo
 
Sei mesi passeranno in fretta. Vedremo cosa combinerà la Slovenia. Un programma corposo quello sloveno, politico, ma sei mesi passeranno in fretta. Un programma dove non si parla dei diritti LGBT, di razzismo, di discriminazioni, salvo che per la parità di genere tra uomo e donna nel lavoro, ma si dedica però spazio alla  Risoluzione 1096 (1996) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e della risoluzione del Parlamento europeo del 2 aprile 2009 sulla coscienza europea e il totalitarismo. Si parla dell'importanza della democrazia, dell'importanza della giornata europea del ricordo per le vittime dei regimi totalitari che si celebra il 23 agosto. E in Slovenia, come si legge, in quel giorno, si terrà una conferenza internazionale su quella giornata che ha messo insieme fascismo, nazismo e comunismo. Che la Slovenia si anticomunista lo si sapeva, d'altronde fu la prima a filarsela a gambe levate dalla Jugoslavia con una guerra fantoccia di dieci giorni. Nel 2012 ha istituito la giornata europea contro i totalitarismi. Ma che sia questa Slovenia a voler dare lezioni di democrazia, visto che per l'attuale governo i punti di riferimento sono l'Ungheria o la Polonia, che dall'Europa sarebbero bene espellere, e la Russia di Putin, c'è poco di cui rallegrarsi. Sa di presa in giro. Eppure parlano anche nel loro programma di difendere la libertà di espressione. Però a dire il vero tutto torna, perchè quel 23 agosto, la Slovenia, alla guida per la prima volta nel semestre europeo da quando esiste quella giornata, sicuramente la utilizzerà per attaccare quel comunismo jugoslavo su cui ha mangiato per buona parte della propria esistenza. Su questo però va detto che sicuramente Ungheria, Polonia ed Europa vanno d'amore e d'accordo. Magari la Slovenia in questi sei mesi raddrizzerà il tiro, abbandonerà la via reazionaria ungherese, polacca e russa. Chissà, d'altronde anche gli asini volano.
 
mb 

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