Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Nova Gorica, prima città socialista, costruita dal nulla da migliaia di giovani jugoslavi, ad essere capitale europea della cultura

Nova Gorica è la prima città di origine socialista ad essere capitale europea della cultura. Una città nata dal nulla grazie al contributo di migliaia di giovani jugoslavi, come riconosce anche la CIA in un suo documento del 1949 dove analizza succintamente la nascita della città, destinata ad avere entro il 1951 30 mila abitanti. In realtà come sappiamo il centro urbano di Nova Gorica non andrà oltre i 12 mila abitanti invece raggiungerà una popolazione di circa 30 mila abitant il comune. La prima pietra venne posta il 13 giugno del 1948, e fu resa possibile grazie al Comitato speciale presieduto dal Ministro Ivan Maček. Il progetto fu elaborato dall’architetto e urbanista Edo Ravnikar. Architetto che conobbe le violenze del fascismo italiano,  venne rinchiuso nelle carceri di Capodistria, dell'Ucciardone di Palermo e di Anghiari. 
 

Città costruita dai giovani, dalle  brigate lavorative della gioventù provvenienti da tutta la Jugoslavia secondo il modello sovietico. Come i famosi  sei isolati per abitazioni, noti come Blocchi russi. Una città partigiana, una città socialista,  una città che brillerà oltre il confine, si disse allora, ed oggi è la prima città ad essere stata costruita da partigiani, da comunisti, a diventare capitale europea della cultura. Certo, di comunista e socialista son rimaste solo le pietre probabilmente e la sua storia che nessun revisionismo d'oltre confine o interno potrà mai cancellare.
 
mb

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