I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Dal 14 ottobre un nuovo capitolo per la verità per Giulio. Quello processuale. Sarà difficile, ma giustizia sarà fatta


Non è la prima notizia nei media italiani, nonostante la portata del fatto, sono passati 64 mesi, e per l'omicidio di Stato commesso contro Giulio, il 14 ottobre il processo, quel processo unico che si farà in Italia, contro, per ora, quattro esponenti di spicco della dittatura egiziana, avrà inizio. 64 mesi di fatica immensa. Inizia ora un nuovo capitolo, si apre un percorso nuovo, difficile, in salita, ma è arrivato. Arrivato forse a tempo di record, nonostante, tutto, visti gli incredibili depistaggi mossi in campo da parte egiziana e la poca collaborazione del sistema istituzionale italiano, salvo qualche rara eccezione che si può contare sulle dita di una sola mano. A livello diplomatico e politico Italia ed Egitto continuano a relazionarsi da amici. Cercheranno di relegare l'omicidio di Giulio in qualche angolo isolato, in ombra, a cui dare poca visibilità, non dovrà il processo turbare l'ordine delle cose raggiunto tra Italia ed Egitto. Il processo il 14 ottobre partirà. Un giorno non qualunque, il 14 è quello della scorta mediatica, il 14 è il giorno in cui l'Italia decise di normalizzare i rapporti con l'Egitto rispedendo l'ambasciatore in Egitto. Il 14 sarà il giorno in cui inizierà il processo per la verità per Giulio Regeni. Ammazzato da un regime canaglia, con cui l'Occidente continua a rapportarsi come se fosse un Paese qualunque e non una delle peggiori dittature di questo secolo.  A giudizio sono finiti Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Quattro esponenti della National Security egiziana. Quattro nomi, quattro punte dell'iceberg del regime egiziano. L'Italia in giallo continuerà a sostenere senza se e ma la famiglia di Giulio, e questa Italia cresce di giorno in giorno e questo qualcosa vorrà pur dire. Bisogna dire grazie alla famiglia di Giulio, all'avvocato Alessandra Ballerini, per essere riusciti e riuscite a tenere il timone fermo, sono da esempio per quel mondo nuovo che è alle porte, che non vuole piegarsi ad un sistema cattivo e che annienta i diritti umani, hanno affrontato tempeste malvagie, onde funeste, evitato con maestria scogli micidiali che avrebbero fermato chiunque. La barca va, va verso la giustizia, quella vera, non di comodo. Sarà lunga, non tanto lunga, ma sarà lunga, sarà difficile,  non una passeggiata, si dovranno ancora fare i conti con un sistema egiziano vendicativo e diabolico e mafioso e con un sistema Italia in parte colluso con quel mondo, ma la barca va, va verso il suo porto, non è lontano il porto della giustizia, se ne sente l'odore, è lì, che aspetta, ma da sola non potrà arrivare, servirà tutta la forza d'animo e di corpo del popolo giallo, quello che non si è mai arreso alle menzogne e alle vigliaccate della dittatura egiziana di Al Sisi ed alla complicità di parte del sistema Italia.

mb

fonte foto social

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