Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

Se Alitalia collega la capitale con il Cairo ma si dimentica di Trieste


Alitalia ad oggi ha beneficiato di oltre 12 miliardi di soldini pubblici, compagnia in sostanza nazionalizzata, in un contesto dove continuano gli interrogativi sul suo senso esistenziale, stante il fatto che nel mercato ci sono offerte certamente migliori rispetto a quelle date da Alitalia. L'epoca delle compagnie di bandiera è tramontata da un pezzo, ma in Italia c'è chi non vuole ancora capirlo. Ed allora, visto che è una compagnia nazionale e nazionalizzata quello che come minimo ci si poteva spettare è che collegasse lo scalo di Trieste Airport con Roma e Milano. Invece niente. La nostra regione è sconnessa dall'Italia, con gli aerei, si fatica con i treni. Però in tutto ciò è interessante notare come Alitalia stia incrementando i voli con il Cairo, passando addirittura da 6 a 10 voli settimanali.
Certo, è vero che molti italiani al Cairo il piede non possono metterlo, perchè rischiano di finire in galera, o di essere espulsi nella migliore delle ipotesi, perchè si occupano di diritti umani e di denunciare quanto schifo faccia quella dittatura militare di Al Sisi con cui l'Italia si inciucia, a questo punto bisogna chiedersi a chi servono tutti questi voli che collegano il Cairo con l'Italia? Dubitiamo che possano servire agli oltre 5 mila egiziani fuggiti dal 2013 dal Cairo per chiedere asilo politico nel nostro Paese. Solo nel 2020, nonostante l'emergenza coronavirus, sono quasi 200 ad oggi gli egiziani che son riusciti a fuggire dalla dittatura di Al Sisi per chiedere asilo politico in Italia. Si dubita che possano servire per costruire un ponte per la verità processuale sull'omicidio di Stato di Giulio o per liberare Patrick Zaky. Serviranno probabilmente ai turisti, agli imprenditori, a chi fa business in quel regime dittatoriale. Serviranno all'Egitto per continuare a mostrarsi agli occhi del mondo come Paese amico dell'Italia. Certo che siamo proprio alle comiche per non dire altro, con la compagnia nazionale e nazionalizzata, colleghiamo l'Italia con la dittatura di Al Sisi, ma non il Friuli Venezia Giulia con la capitale italiana  politica, Roma e quella economica, Milano. Continuo a sostenerlo, è il caso di rivolgersi ad altre compagnie quanto prima.

mb

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