Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

In Croazia superati i pregiudizi storici anti italiani. Ritorna a Fiume la sua bandiera storica tramite un compromesso. Sarà solo cerimoniale

Dal mese di giugno la città di Rijeka, Fiume, ha la sua "nuova" bandiera storica che affianca quella ufficiale. Ritorna la bandiera cerimoniale del 1870, quella tricolore a strisce orizzontali di carminio scuro, giallo dorato e blu oltremare. Al centro della bandiera c'è lo storico stemma della Città: in uno scudo ovale rosso con il piede destro in piedi su una roccia c'è un'aquila nera a due teste con ali sollevate ed entrambe le teste che guardano verso sinistra, con becchi dorati e gambe e lingue rosse, il piede sinistro che regge una brocca  mentre si rovescia intorno alla roccia.
Sopra l'aquila c'è la corona reale imperiale e croata austriaca con due nastri blu. Sotto lo scudo c'è un nastro con la scritta "Indeficienter". Come rende noto l'amministrazione fiumana da questo momento la bandiera cerimoniale della Città sarà costantemente esposta nello stand sulla Piazza della Risoluzione di Fiume, così come in altre località in occasione di varie cerimonie cittadine.
E' stata una lunga peripezia quella che ha portato al via libera. Una battaglia iniziata nel 1998, ma venne boccata dalla Repubblica croata perchè "il colore rosso-giallo-blu, sebbene in passato fosse nella bandiera di Rijeka, è ora utilizzato dall'Associazione del Comune Libero di Rijeka in esilio, cioè un'organizzazione irredentista in Italia".
C'era quindi un pregiudizio storico anti italiano che rischiava di voler identificare quella bandiera con qualche pretesa italiana sulla città. In un Paese dove vivi ancora oggi sono i ricordi dei 500 giorni di dittatura dannunziana, del 12 settembre del 1919 e finita nel gennaio del '21. Ricordiamo che occuparono Fiume per annetterla all'Italia, distruggendo l'autonomia secolare della città. Ci riusciranno. Così come riuscirono a distruggere anche il simbolo di Fiume i dannunziani segando una delle teste dell'aquila, pensando che fosse un simbolo collegato all'Impero. Una seconda tappa per la restituzione alla città della sua bandiera cerimoniale ufficiale è avvenuta nel 2016, una delibera del consiglio comunale che dava il via libera all'utilizzo per ricevere un nuovo stop dalla Croazia nel 2018.
Si è passati anche Tribunale amministrativo di Fiume e alla fine si è arrivati ad un compromesso. Il Consiglio Comunale ha deciso di introdurre una bandiera cerimoniale, che, insieme alla bandiera ufficiale, sarà esposta in occasioni cerimoniali e nei giorni festivi. Secondo i dati disponibili, attualmente circa il 42% delle unità di autogoverno locale nella Repubblica di Croazia ha una sorta di bandiera cerimoniale. Come ha reso noto il Comune di Fiume la sua introduzione non richiede l'approvazione del Ministero dell'Amministrazione. Insomma, un compromesso per la restituzione a Fiume della sua bandiera storica.

mb


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