Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

In Croazia superati i pregiudizi storici anti italiani. Ritorna a Fiume la sua bandiera storica tramite un compromesso. Sarà solo cerimoniale

Dal mese di giugno la città di Rijeka, Fiume, ha la sua "nuova" bandiera storica che affianca quella ufficiale. Ritorna la bandiera cerimoniale del 1870, quella tricolore a strisce orizzontali di carminio scuro, giallo dorato e blu oltremare. Al centro della bandiera c'è lo storico stemma della Città: in uno scudo ovale rosso con il piede destro in piedi su una roccia c'è un'aquila nera a due teste con ali sollevate ed entrambe le teste che guardano verso sinistra, con becchi dorati e gambe e lingue rosse, il piede sinistro che regge una brocca  mentre si rovescia intorno alla roccia.
Sopra l'aquila c'è la corona reale imperiale e croata austriaca con due nastri blu. Sotto lo scudo c'è un nastro con la scritta "Indeficienter". Come rende noto l'amministrazione fiumana da questo momento la bandiera cerimoniale della Città sarà costantemente esposta nello stand sulla Piazza della Risoluzione di Fiume, così come in altre località in occasione di varie cerimonie cittadine.
E' stata una lunga peripezia quella che ha portato al via libera. Una battaglia iniziata nel 1998, ma venne boccata dalla Repubblica croata perchè "il colore rosso-giallo-blu, sebbene in passato fosse nella bandiera di Rijeka, è ora utilizzato dall'Associazione del Comune Libero di Rijeka in esilio, cioè un'organizzazione irredentista in Italia".
C'era quindi un pregiudizio storico anti italiano che rischiava di voler identificare quella bandiera con qualche pretesa italiana sulla città. In un Paese dove vivi ancora oggi sono i ricordi dei 500 giorni di dittatura dannunziana, del 12 settembre del 1919 e finita nel gennaio del '21. Ricordiamo che occuparono Fiume per annetterla all'Italia, distruggendo l'autonomia secolare della città. Ci riusciranno. Così come riuscirono a distruggere anche il simbolo di Fiume i dannunziani segando una delle teste dell'aquila, pensando che fosse un simbolo collegato all'Impero. Una seconda tappa per la restituzione alla città della sua bandiera cerimoniale ufficiale è avvenuta nel 2016, una delibera del consiglio comunale che dava il via libera all'utilizzo per ricevere un nuovo stop dalla Croazia nel 2018.
Si è passati anche Tribunale amministrativo di Fiume e alla fine si è arrivati ad un compromesso. Il Consiglio Comunale ha deciso di introdurre una bandiera cerimoniale, che, insieme alla bandiera ufficiale, sarà esposta in occasioni cerimoniali e nei giorni festivi. Secondo i dati disponibili, attualmente circa il 42% delle unità di autogoverno locale nella Repubblica di Croazia ha una sorta di bandiera cerimoniale. Come ha reso noto il Comune di Fiume la sua introduzione non richiede l'approvazione del Ministero dell'Amministrazione. Insomma, un compromesso per la restituzione a Fiume della sua bandiera storica.

mb


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