Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Papavero rosso


Corre corre lungo la ferrovia,

fermo ora sul bordo della strada,

passi, palpiti,

selvaggia natura

incornicia il cammino, pennellato dai pensieri

della ratio umana.

Il papavero è sempre li,

corre corre lungo la ferrovia,

fermo ora sul bordo della strada

è lì che ansima , aspetta, attende,

oh si, attende, di esser raccolto

dalle mani,

e poi seminato

sulla via .

Sangue bianco,

ora divenuto rosso,

campo di fiori,

piante erbacee ,

dolcemente aspro

sapore di vita.


Marco Barone

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