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Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Lucinico( Gorizia) tra la distruzione della grande guerra e la cancellazione del Comune nel fascismo.E se ritornasse Comune?

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Nell'Italia liberata uno dei primi interventi in materia legislativa avvenne durante la Costituente quando vennero ricostituiti ben 468 Comuni, e sino al 4 novembre del 1951 ne vennero ricostituiti 7804 a fronte di oltre 2165 Comuni per alcuni, 2294 per altri, soppressi dal fascismo. I provvedimenti più importanti che avvennero sotto il fascismo furono due, il r. d. l. n. 383/1927 attraverso il quale si provvedeva all'unione, soppressione o aggregazione coattiva di 2.184 piccoli Comuni e si rendeva possibile la facoltà di accorpare i Comuni con popolazione inferiore ai 2.000 abitanti, nel caso fossero mancati i mezzi per provvedere in maniera conveniente ai pubblici servizi. E con il r. d. l. n. 383/1934 all'art. 30. Interessante notare che la motivazione ufficiale era quella della mancanza di servizi e mezzi per provvedere in maniera conveniente ai pubblici servizi. In realtà, il motivo era solo uno, uccidere ogni autonomia possibile, perché autonomia significava compr...

Dal trio Saba, Svevo Joyce a Trieste, passando per Matos a Zagabria e Dalla a Bologna

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Nella indimenticabile disperato erotico stomp , cantava Lucio "  Girando ancora un poco ho incontrato  uno che si era perduto  gli ho detto che nel centro di Bologna  non si perde neanche un bambino  mi guarda con la faccia un po' stravolta  e mi dice: "Sono di Berlino".    Bologna città a dimensione umana, ma nello stesso tempo città multiculturale, e cosmopolita, che vorrebbe essere metropoli nel suo essere grande paese e non è mica una offesa ciò. Nel centro di Bologna a pochi passi dalla grande incompiuta, la Basilica di San Petronio, per un breve periodo è stato possibile vedere la statua in bronzo dedicata all'amico Lucio . Lui con il suo tipico stile, braccio disteso, sorridente e con in mano un sacchetto aperto. Non so perché, diciamo così, ma in mente mi viene una di quelle pubblicità che si possono vedere in TV che sponsorizzano una nota marca di patatine. Chissà cosa avrebbe detto Lucio di quella statua. Oggetto di cul...