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Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

A Barcellona aggressioni fasciste contro gli indipendentisti. Si rischia la "guerra" civile?

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Ai cori da stadio delle migliaia di migliaia di catalani che da giorni denunciano la repressione dello Stato centrale spagnolo, per le strade di Barcellona gruppi organizzati di fascisti o nazionalisti spagnoli rispondono aggredendo. Sono diverse le segnalazioni che arrivano attraverso i social. Basta urlare viva l'indipendenza e vieni aggredito, oppure essere oggetto di uno schifoso sputo.  Non si nascondono nelle loro gestualità. Alla bandiera spagnola si contrappone quella catalana. L'antifascismo dovrebbe mirare all'internazionalismo, andare oltre gli sterili e banali processi di rivendicazione territoriale, secessioniste. La democrazia è stata violata, avrebbe potuto lo Stato centrale lasciar votare, anche perchè l'esito non sarebbe stato così scontato come invece lo sarà dopo la repressione spagnola. Ciò a prescindere di come e dove si voterà. Oramai il plebiscito è garantito.  E ciò pare essere anche l'occasione delle occasioni per Madri...

La Spagna non riuscirà ad arrestare il Referendum della Catalogna. Ma in Italia come ci si comporterebbe?

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Le reazioni, nel senso proprio di reazione, del governo centrale di Madrid contro l'autonomia catalana non devono stupire. Erano state annunciate. Certo che se avessero usato la stessa mano pesante per prevenire gli attentati del 17 agosto, visto che il livello di sicurezza era il quarto, chissà che storia si racconterebbe oggi.  La Spagna ha definito il referendum del 1 ottobre  # 1Oct2017 # ReferèndumCAT illegale e chi lo sostiene viene considerato come un delinquente, dunque verrà sanzionato pesantemente. Colpiscono i vertici e la base, si finirà in galera, si commissarierà l'autonomia catalana, si invierà forse anche l'esercito. Ma la strada intrapresa dalla Spagna sarà fallimentare. Il popolo catalano scenderà in piazza, resisterà e la repressione ha l'effetto di favorire il processo dell'indipendenza. Andava gestita politicamente questa situazione, democraticamente, ma così non è stato. In Catalogna voteranno. Vincerà il sì. E quello che sarà poi no...

Se la Spagna ha paura della democrazia. La dura repressione contro il referendum in Catalogna #Ref1oct

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La Spagna ha paura della democrazia. Democrazia significa garantire al popolo la libertà di votare, autodeterminarsi, di scegliere, votando. Votando. Qui non è tanto una questione se sia giusta o non giusta l'indipendenza della Catalogna. Che non nasce da ieri, come processo storico. Ma è una questione di democrazia. La Spagna ha alzato il pugno duro. Definendo come illegale il referendum del 1 ottobre ed attuando una serie di misure intimidatorie e repressive senza precedenti. Dalla chiusura dei siti internet, all'intimazione a non collaborare pervenuta ai 700 e più sindaci catalani, in caso diverso rischiano l'arresto fino ad otto anni di galera, alle intimazioni fatte pervenire ai funzionari e scrutatori che dovrebbero operare per garantire la riuscita del referendum. La Catalogna resiste. Chiuso il sito internet, se ne apre uno nuovo dopo il sequestro di quello principale Non si voterà nei locali delle municipalità? Si voterà nelle scuole.  E si manifesta per le...

Cari amici spagnoli e catalani. Altro che indipendenza, lottate contro la monarchia

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Paese che vai, processi, piccoli o grandi che siano, di rivendicazioni identitarie e storiche particolari che troverai. Così è in Italia. Dal movimento triestino, oggi ridotto ai minimi termini, che rivendica la costituzione del Territorio libero di Trieste, a quello sardo, da quello siciliano a quello veneto. Lo stesso in Spagna. Che ha conosciuto situazioni ad alta tensione per lungo tempo con vicende drammatiche. Il separatismo basco come dimenticarlo?  Un territorio, quello della Spagna, che contiene diverse contraddizioni ma che trovato il compromesso nella importante autonomia riconosciuta tramite la Costituzione a diverse realtà. Come la Catalogna. Territorio di circa 7 milioni di abitanti che ha un processo indipendentista importante che dura fin dai tempi dei decreti di Nueva Planta con i quali la Catalogna perse la sua sovranità. Madrid e Barcellona, intendendosi per Madrid il sistema di potere centrale e Barcellona la Catalogna sono ai ferri corti, anzi cortiss...

Tensione alle stelle tra Madrid e Barcellona, un pericoloso conflitto dagli esiti imprevedibili

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Barcellona vuole la sua indipendenza. L'autonomia non gli basta più. L'articolo 2 della Costituzione spagnola è chiaro. La Costituzione si basa sulla indissolubile unità della Nazione spagnola, patria comune e indivisibile di tutti gli spagnoli, e riconosce e garantisce il diritto alla autonomia delle nazionalità e regioni che la compongono e la solidarietà fra tutte le medesime. Certamente sono comprensibili le rivendicazioni storiche. Ma nel momento in cui stiamo andando oltre il superamento degli Stati, pensare che in Europa vi è chi vuole diventare un piccolo Stato, è un qualcosa di antistorico e da contrastare. I nazionalismi comportano sempre l'affermazione di istanze di chiusura, di razzismi. Si considererà il nazionalista migliore di quel corpo dal quale vuole staccarsi. Pensando di diventare una immensa isola felice. Forse se lo può anche permettere, perchè ricco. Perchè questa epoca non fa rima con solidarietà. Ma l'unica cosa certa è che Madrid farà di tu...

L'attentato del 17 agosto a Barcellona avrà delle ripercussioni sul processo di indipendenza della Catalogna?

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Quello che è accaduto il 17 agosto a Barcellona è ben noto a tutti anche se ci son voluti diversi giorni per capire bene le dinamiche di quel maledetto attentato che ha sconvolto il cuore della capitale della  Catalogna. A Barcellona vi è un nazionalismo molto forte, sono catalani e non spagnoli e queste divergenze sono emerse anche per i fatti del 17 agosto. Vi è stato chi ha diviso le vittime in spagnole e catalane provocando l'ira di diversi spagnoli, vi è stato uno scontro forte tra la polizia di Barcellona e quella di Madrid, senza alcun passaggio "diplomatico", Madrid aveva dato per chiuse le indagini per Barcellona invece dovevano andare, a ragione, avanti. Il re, perchè la Spagna è ancora un regno, cosa che molti si dimenticano,  è venuto, dopo il 17 agosto, con la regina due volte a Barcellona e qualche contestazione non è mancata, ovviamente. Camminando per la città è difficile non vedere bandiere della Catalogna, striscioni e manifesti a sostegno dell...