Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

Immagine
  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Dalla distanza di 1 metro, a io resto a casa, passando dagli irresponsabili

La chiamano distanza di sicurezza sociale. La minima suggerita è di 1 metro. Anche nei supermercati quando vai a fare la spesa puoi leggere l'avviso che ti invita a stare ad 1 metro di distanza. Ma la cassiera non avrà alcun strumento di protezione. Nè mascherina, né guanti. 1 metro di distanza. I baristi dovranno dotarsi di metro. Se non la rispetti, rischi la sanzione. La distanza di sicurezza sociale non viene rispettata da tutti. In alcune circostanze è impensabile riuscire a mantenerla. 1 metro di distanza. Intanto, partono i processi a chi questo metro di distanza non lo mantiene. Finisce nel taccuino dei soggetti irresponsabili. Come quelli del famoso assalto al treno per il sud dalla stazione di Milano. Tutta Italia li odia. Milano, perchè li vedono come gli Schettino del coronavirus, il sud, perchè li vedono come possibili untori. E nel mezzo si pone quel io resto a casa. Selfie, video, di chi promuove a stare a casa. Un pò di auto promozione sociale. O meglio, asociale. La situazione è critica. Statevene a casa. E fatevi una bella fotina. O un bel video. Intanto, Milano non si ferma, o la città che vuoi non si ferma, è già finito nel cassetto. Una roba tanto ridicola che surreale. Non poteva che avere vita breve. 16 milioni di persone in quarantena. Questo è. Centinaia di morti, migliaia di contagiati, sanità devastata dai tagli, al collasso. Continuano gli elogi ai medici e infermieri spremuti come un limone, e intanto di intenzioni di investire seriamente nella sanità, se ne intravedono poche, a parte qualche misura straordinaria che si rivelerà essere la solita toppa che non risolverà niente. Ed il sud trema. Trema perchè sa che un contagio del coronavirus esteso come quello che si è verificato nel nord non sarebbe in grado di affrontarlo. La colpa, sarà, manco a dirlo degli irresponsabili.

mb

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?