Cent'anni dalla prima vittima dello squadrismo fascista a Ronchi, Erminio Rusig

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  Il 15 ottobre del 1926 saranno cent'anni della prima vittima del fascismo squadrista a Ronchi. Erminio Rusig un giovane ronchese poco più che ventenne. La sua storia è stata ricordata nel tempo dalla staffetta partigiana Elda Soranzio e dal partigiano e senatore Silvano Bacicchi e da Giacomo Mininel.  Siamo a Ronchi , è il 24 aprile del 1925. È sabato sera.  Erminio Rusig è lì con i suoi quattro compagni, vanno fino a San Pier, si divertono, e poi tornano a casa che è passata la mezzanotte. Si salutano al bivio della Pesa, ognuno per la sua strada. Erminio viene intercettato da una squadraccia . Lo fermano con le pistole e i manganelli. Lui prova a scappare, ma quelli sono in tanti, lo raggiungono e iniziano a picchiare duro. Lo atterrano a colpi di manganello e poi, quando è già a terra privo di sensi — che è una cosa di una vigliaccheria pazzesca — continuano a prenderlo a calci. E per finire, gli sparano pure: un colpo al basso ventre. Dopodiché, succede una cosa che...

Trieste ha avuto il suo 11 settembre



Chi li chiama eroi,chi angeli, chi semplicemente ragazzi. Emotivamente, ed in modo evidente,Trieste ha avuto il suo 11 settembre con il dramma di questo inizio ottobre che si è compiuto alle prime ore del pomeriggio ed ha visto i poliziotti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego perdere la vita. Perché uccisi.Un fatto straordinario nella sua portata, enorme, dai mille perché, che troveranno probabilmente risposta nelle sedi istituzionali deputate a dare risposte. Ma intanto la città deve fare i conti con quel sapore amaro, amarissimo che consegue ad uno shock come quello vissuto. Non dissimile emotivamente, sentimentalmente da quanto accaduto a New York, a Parigi, a Berlino, Londra o Barcellona con il terrorismo islamista che ha colpito indistintamente chiunque fosse sulla sua strada. Le città hanno reagito nello stesso modo in cui Trieste ha reagito a questo duplice omicidio figlio della follia di questa società. Due vite strappate in giovanissima età, più famiglie distrutte. E' accaduto un qualcosa di così impattante, che ci vorrà del tempo per capirne le conseguenze. Si ha la sensazione che qualcosa si sia rotto in città, che un meccanismo si è inceppato. La città ritornerà alla sua quotidianità, vivrà le sue contraddizioni, enormi, la sua storia, i suoi eventi, ma con il dilemma che non sai che direzione potrà intraprendere questo luogo di confine che nel corso della storia, nel bene o nel male, ha visto anticipare sempre ciò che poi sarebbe accaduto nel resto del Paese in quel '900, in quel secolo breve che ogni volta che cerca di lasciarselo alle spalle, questo con i suoi fantasmi ripiomba in tutta la sua brutalità.

mb

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