L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Trieste e quella tragedia che si ripete.E gli sciacalli non perdono tempo a fomentare odio contro gli stranieri

Una tragedia che si ripete. Nel giro di cinque anni. Due dinamiche diverse, due moventi diversi. Nel 2014, un ragazzo afgano con problemi psichici, aggredisce un poliziotto al piantone della Questura di Trieste, spara alcuni colpi, uno di questi si ficcherà sul muro della chiesa e poi si sparerà in testa. Il questore di allora lo definì quel fatto come un dramma della disperazione. Cinque anni dopo, un fatto completamente diverso. Per quello che si è appreso, vi sarebbe stata una colluttazione, viene sottratta, in Questura ad un poliziotto, la pistola. Due persone sudamericane, per quello che si è appreso, erano state convocate per un presunto crimine commesso. E si spara. Anche in questo caso il protagonista di questo crimine pare aver problemi psichici. Trentenni. Come i due giovani ragazzi trentenni, due poliziotti al servizio della Questura di Trieste uccisi in questo tragico pomeriggio del 4 ottobre. Un terzo poliziotto rimarrà ferito come uno dei due sudamericani. Trieste proclama il lutto cittadino. Una tragedia che si ripete, con quella maledizione della pistola sottratta. Il pensiero va soprattutto alle famiglie delle vittime di questo tremendo fatto e si esprime solidarietà alla Polizia di Stato. E purtroppo gli sciacalli che stanno strumentalizzando questa vicenda per fomentare odio sociale contro gli stranieri, contro i migranti, ovviamente non hanno perso tempo. C'è addirittura chi giustifica l'odio razzista che si sta manifestando in più forme con la scusante dell'emozione. Tutto ciò è semplicemente vergognoso e oltraggioso anche per le vittime stesse di questo agghiacciante fatto che ha sconvolto tutta l'Italia.
mb



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