L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Trieste e quella tragedia che si ripete.E gli sciacalli non perdono tempo a fomentare odio contro gli stranieri

Una tragedia che si ripete. Nel giro di cinque anni. Due dinamiche diverse, due moventi diversi. Nel 2014, un ragazzo afgano con problemi psichici, aggredisce un poliziotto al piantone della Questura di Trieste, spara alcuni colpi, uno di questi si ficcherà sul muro della chiesa e poi si sparerà in testa. Il questore di allora lo definì quel fatto come un dramma della disperazione. Cinque anni dopo, un fatto completamente diverso. Per quello che si è appreso, vi sarebbe stata una colluttazione, viene sottratta, in Questura ad un poliziotto, la pistola. Due persone sudamericane, per quello che si è appreso, erano state convocate per un presunto crimine commesso. E si spara. Anche in questo caso il protagonista di questo crimine pare aver problemi psichici. Trentenni. Come i due giovani ragazzi trentenni, due poliziotti al servizio della Questura di Trieste uccisi in questo tragico pomeriggio del 4 ottobre. Un terzo poliziotto rimarrà ferito come uno dei due sudamericani. Trieste proclama il lutto cittadino. Una tragedia che si ripete, con quella maledizione della pistola sottratta. Il pensiero va soprattutto alle famiglie delle vittime di questo tremendo fatto e si esprime solidarietà alla Polizia di Stato. E purtroppo gli sciacalli che stanno strumentalizzando questa vicenda per fomentare odio sociale contro gli stranieri, contro i migranti, ovviamente non hanno perso tempo. C'è addirittura chi giustifica l'odio razzista che si sta manifestando in più forme con la scusante dell'emozione. Tutto ciò è semplicemente vergognoso e oltraggioso anche per le vittime stesse di questo agghiacciante fatto che ha sconvolto tutta l'Italia.
mb



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