Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Trieste e quella tragedia che si ripete.E gli sciacalli non perdono tempo a fomentare odio contro gli stranieri

Una tragedia che si ripete. Nel giro di cinque anni. Due dinamiche diverse, due moventi diversi. Nel 2014, un ragazzo afgano con problemi psichici, aggredisce un poliziotto al piantone della Questura di Trieste, spara alcuni colpi, uno di questi si ficcherà sul muro della chiesa e poi si sparerà in testa. Il questore di allora lo definì quel fatto come un dramma della disperazione. Cinque anni dopo, un fatto completamente diverso. Per quello che si è appreso, vi sarebbe stata una colluttazione, viene sottratta, in Questura ad un poliziotto, la pistola. Due persone sudamericane, per quello che si è appreso, erano state convocate per un presunto crimine commesso. E si spara. Anche in questo caso il protagonista di questo crimine pare aver problemi psichici. Trentenni. Come i due giovani ragazzi trentenni, due poliziotti al servizio della Questura di Trieste uccisi in questo tragico pomeriggio del 4 ottobre. Un terzo poliziotto rimarrà ferito come uno dei due sudamericani. Trieste proclama il lutto cittadino. Una tragedia che si ripete, con quella maledizione della pistola sottratta. Il pensiero va soprattutto alle famiglie delle vittime di questo tremendo fatto e si esprime solidarietà alla Polizia di Stato. E purtroppo gli sciacalli che stanno strumentalizzando questa vicenda per fomentare odio sociale contro gli stranieri, contro i migranti, ovviamente non hanno perso tempo. C'è addirittura chi giustifica l'odio razzista che si sta manifestando in più forme con la scusante dell'emozione. Tutto ciò è semplicemente vergognoso e oltraggioso anche per le vittime stesse di questo agghiacciante fatto che ha sconvolto tutta l'Italia.
mb



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