Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

Nella Venezia Giulia si è celebra la prima dittatura d'Europa dopo la prima guerra mondiale. Fiume



A Fiume, a Zagabria, a Belgrado, a Lubiana, non farebbero mai un monumento per celebrare i famigerati 42 giorni triestini. Nella Venezia Giulia, invece, lo abbiamo fatto con Fiume. Dall'orripilante monumento di Monfalcone, che lo stesso Pasolini definì orrendo, passando dalla targa posta per il centenario della presa di Fiume che la celebra come atto di "amor patrio", alla statua più contestata della storia di Trieste, quella di D'Annunzio. Pasolini così scriveva su D'Annunzio "Io, per esempio, non sono del tutto d’accordo con gli intellettuali friulani e triestini che hanno scisso il D’Annunzio poeta e combattente dal D’Annunzio legionario e prefascista. Il D’Annunzio è uno. Egli rappresenta e esprime l’Italia nel suo momento involutivo". Statua che è stata inaugurata il 12 settembre alle ore 12, per celebrare la presa di Fiume. Anche se l'avessero inaugurata in qualche altro giorno sarebbe cambiato poco o nulla, perchè l'intento era quello di celebrare l'irredentismo, l'atto nazionalistico di cui D'Annunzio è stata massima espressione. Sono stati coerenti con la loro visione del mondo. Quella che ha scatenato la dura e comprensibile reazione da parte di Fiume e della Repubblica di Croazia. Quello che ci si domanda, è, visto che nel 2021 si torna alle urne a Trieste, e sarà l'anno in cui i legionari abbandoneranno Fiume, nel gennaio del '21 dopo il "natale di sangue", ci sarà qualche forza politica che si prenderà l'impegno di far sparire quella statua dalla piazza della Borsa? Visto che celebra valori negativi, condannati anche dalla Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre?
Risoluzione che, per quanto pessima visto le equiparazioni sostanziali che fa per spazzare via tutte le ideologie del '900 mettendole sullo stesso livello e piano, invita tutti gli Stati membri a celebrare il 23 agosto come la Giornata europea di commemorazione delle vittime dei regimi totalitari. Risoluzione dove si osserva la permanenza, negli spazi pubblici di alcuni Stati membri, di monumenti e luoghi commemorativi (parchi, piazze, strade, ecc.) che esaltano regimi totalitari, invitando praticamente a rimuoverli. Visto che a Fiume, i fiumani hanno conosciuto 16 mesi di dittatura, 3000 circa furono i fiumani croati costretti all'esodo a causa del comportamento dei legionari, la città venne distrutta nel suo tessuto socioeconomico, violenze e razzismi furono all'ordine del giorno contro i popoli "slavi", quella statua che celebra una delle prime dittature introdotte in Europa dopo la fine della prima guerra mondiale e che farà scivolare Fiume al fascismo, non può che essere chiusa, per ciò che rappresenta, in qualche magazzino, a memoria di cosa non va celebrato.
mb

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