Grandi navi: Ma Trieste è meno vulnerabile di Venezia?E poi tutti a glorificare Greta Thunberg




A Venezia le grandi navi non le vogliono più. Vedere quei mostri galleggianti a Venezia è un qualcosa di incredibile, sconcertante, che solo in Italia poteva accadere. Non le vogliono a Venezia, e dove le vogliono mandare? In parte? A Trieste. Che non sarà una città dove fare sosta, ma una città dove partire o dove arrivare per andarsene a casa. Insomma, il beneficio a livello turistico di massa sarà praticamente ininfluente. I turisti, o meglio i viaggiatori, arriveranno con gli autobus che intaseranno le rive, obsolete, che necessiterebbe di un restyling enorme. Per essere imbarcati. Atterreranno con voli mirati allo scalo di Ronchi, che pare oramai essere funzionale solo a questo tipo di voli, ed in tutto ciò, il golfo di Trieste, sensibile, delicato, si vedrà invaso da questi giganti del mare. Sì, vengono costruiti in parte a Monfalcone. Ma che significa? Ci sono zone dove possono approdare e zone dove è meglio non vederle queste navi. Trieste è meno vulnerabile di Venezia?  Tra la nuova via della Seta, allevamenti, e quant'altro, poi tutti a glorificare Greta Thunberg. Dopo il caso della statua di D'Annunzio, noto antislavo, inaugurata in una piazza dove poi è stato patrocinato il festival degli sloveni d'Italia, si prospetterebbe un nuovo caso di studio per Basaglia. Trieste ha mille potenzialità, possibile che non si riesce a progettare un futuro diverso? Sostenibile? Che sia rispettoso del proprio delicato equilibrio ambientale? Intanto, si prende gli "scarti" di Venezia, e poi tutti in piazza a sognare un mondo diverso, città diverse, economie diverse. A fare scioperi istituzionalizzati. A raccontarci tante belle storie, a fare proclami, mentre la realtà ti racconta una storia diversa e va per la sua strada, quella dei giganti del mare pronti a conquistare Trieste dopo essere stati cacciati da Venezia.

mb

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