A Gorizia esiste una delle poche svastiche ancora oggi presenti in Italia

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  Sentite, questa è una storia straordinaria, di quelle che a raccontarle oggi si fa quasi fatica a crederci. Perché noi siamo abituati a pensare che la Storia – quella con la S maiuscola, quella dei grandi sconvolgimenti – lasci sempre dei segni enormi, evidenti. E invece no. A volte si nasconde nei dettagli, in un angolo dimenticato. Immaginate la scena: siamo a Gorizia. Una città che è un groviglio pazzesco di confini, di lingue, di memorie che fanno a pugni tra loro. Ancora oggi la scritta Tito che sovrasta Nova Gorica, città nata per mano del socialismo jugoslavo, procura divisioni e discussioni formidabili. Voi camminate, entrate nel giardino del lapidario di Palazzo Attems Petzenstein, e vi muovete tra questi vialetti, che sono piccoli, stretti, quasi intimi. Da una parte avete le lapidi che ricordano il vecchio, felice periodo asburgico – quando Gorizia era la "Nizza austriaca", tutta ordine, burocrazia imperiale e nostalgia –, dall'altra, immancabilmente, ci sono...

Lenin e la difesa dell'impresa di Fiume e del D'Annunzio "rivoluzionario": una clamorosa fake news

Potrebbe rientrare nei libro dei miti e leggende la storiella  di Lenin che difende D'Annunzio e l'occupazione della città di Fiume. Una delle poche fonti che si trovano sono la Stampa del 30 dicembre 1920. Dove si può leggere:  "il movimento dannunziano è perfettamente e profondamente rivoluzionario, perchè D'Annunzio è un rivoluzionario. Lo ha detto anche Lenin al Congresso di Mosca".  La fonte di questa notizia sarebbe Bombacci.  E la cosa incredibile è che il tutto sarebbe avvenuto nei corridoi di Montecitorio! in un articolo che si intitola, conversazioni di corridoio.


Bombacci, noto per essere stato tra i fondatori del PCI e per essere finito poi a testa in giù a piazzale Loreto, per il suo rapporto con il fascismo. Sicuramente non molto affidabile come personaggio.  Non è che questa di Lenin sia una clamorosa fake news? E comunque nella peggiore delle ipotesi, secondo le più consolidate interpretazioni Lenin non difese nè D'Annunzio nè l'impresa di Fiume, ma qualora sussistente, il suo giudizio su D'Annunzio, era ironico, e l'eventuale "difesa" dell'impresa di Fiume, solo una questione strategica. Le prove documentali, che non siano le voci di corridoio,di questa apertura di Lenin verso D'Annunzio, dove sono? Se è la sola parola di Bombacci, catturata poi in una conversazione di corridoio, allora, siamo messi proprio bene. Se la giocherà con D'Annunzio, ritenuto da tanti come il padre delle fake news?
mb

Ringrazio chi al Knulp di Trieste ha acceso il faro dell'attenzione su Bombacci invitando ad approfondire tale questione

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