Il Villaggio dell'Arte di città fiera di Udine: Quando la Bellezza Conquista l'Insolito

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  L'arte non chiede permesso. Non cerca templi sacri per esistere, ma conquista spazi ovunque , vibrando laddove l'umanità si ritrova, anche nei luoghi più inaspettati. Nel cuore di Udine, capitale del nostro Friuli, tra le geometrie quotidiane del Città Fiera, è fiorito un manifesto di pura meraviglia: uno spazio espositivo in movimento , battezzato con grazia "Il Villaggio dell'Arte" . Questa alchimia visionaria nasce dal desiderio di Antonio Maria Bardelli e dall’energia dell’imprenditrice Elena Iuri (amministratore unico di City Adv e coordinatrice del progetto), guidata dal segno colto del noto designer e direttore artistico Stefano Borella — orgoglio del territorio, recentemente selezionato nella giuria internazionale del prestigioso Prize Designs for Modern Furniture + Lighting 2026 . Il percorso inaugurale si rivela come un viaggio in due tempi, un ponte teso tra l'emozione pura e la memoria storica attraverso due mostre straordinarie: "Oltre lo...

E' giusto preservare i "salotti" delle città da kebab, call center, money transfer, pizze al taglio,sexy shop,ecc?

Da Firenze a Genova passando da Monfalcone, si stanno affermando ordinanze di vario tipo finalizzate a preservare il centro storico da attività ritenute non consone al "salotto buono". Certo, nel caso di Monfalcone sentir parlare di "salotto buono" può lasciare perplessi, però è incontestabile che dei cambiamenti rilevanti in tal senso ci sono. Il ragionamento tipo che si fa ma il salotto di casa tua lo arrederesti mai come un stanza qualunque? Le attività che si vanno a vietare effettivamente sono pressoché attività gestite da stranieri. Si parla di Kebab, call center, money transfer,sex shop, pizze al taglio, ristoranti etnici, paninerie, compro-oro e phone center, e quant'altro. C'è chi griderà allo scandalo, chi ci vedrà del razzismo, chi del buon senso. Spesso queste ordinanze finiscono in Tribunale e spesso vedono le amministrazioni proponenti soccombere. Il punto è il "salotto" delle città deve essere preservato da certe attività? Ricordiamo il dibattito feroce che emerse sull'apertura di un supermarket in Piazza dell'Unità di Trieste. Certo, si dirà, via Sant'Ambrogio non è piazza dell'Unità, eppure sempre di centro storico si tratta. Si tratta di discorsi che possono essere semplificati, o banalizzati, ma è una questione che esiste, che può essere utilizzata come pretesto per attaccare una certa categoria sociale, per rendere più borghese il centro cittadino, passando dal concetto della decenza estetica. Ma anche per dare un volto diverso al luogo che più di altri deve identificare l'immagine della città che si vuole tutelare. E qui sta il tutto.

mb

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