L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

E' giusto preservare i "salotti" delle città da kebab, call center, money transfer, pizze al taglio,sexy shop,ecc?

Da Firenze a Genova passando da Monfalcone, si stanno affermando ordinanze di vario tipo finalizzate a preservare il centro storico da attività ritenute non consone al "salotto buono". Certo, nel caso di Monfalcone sentir parlare di "salotto buono" può lasciare perplessi, però è incontestabile che dei cambiamenti rilevanti in tal senso ci sono. Il ragionamento tipo che si fa ma il salotto di casa tua lo arrederesti mai come un stanza qualunque? Le attività che si vanno a vietare effettivamente sono pressoché attività gestite da stranieri. Si parla di Kebab, call center, money transfer,sex shop, pizze al taglio, ristoranti etnici, paninerie, compro-oro e phone center, e quant'altro. C'è chi griderà allo scandalo, chi ci vedrà del razzismo, chi del buon senso. Spesso queste ordinanze finiscono in Tribunale e spesso vedono le amministrazioni proponenti soccombere. Il punto è il "salotto" delle città deve essere preservato da certe attività? Ricordiamo il dibattito feroce che emerse sull'apertura di un supermarket in Piazza dell'Unità di Trieste. Certo, si dirà, via Sant'Ambrogio non è piazza dell'Unità, eppure sempre di centro storico si tratta. Si tratta di discorsi che possono essere semplificati, o banalizzati, ma è una questione che esiste, che può essere utilizzata come pretesto per attaccare una certa categoria sociale, per rendere più borghese il centro cittadino, passando dal concetto della decenza estetica. Ma anche per dare un volto diverso al luogo che più di altri deve identificare l'immagine della città che si vuole tutelare. E qui sta il tutto.

mb

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