La rosa di Nova Gorica dove il tempo si è fermato oltre la linea del confine

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Qui non siamo semplicemente su una collina; siamo su una faglia della storia, un punto dove le placche tettoniche della memoria europea hanno deciso di scontrarsi e miracolosamente, di restare in equilibrio. Immaginate la scena. Una scena reale, perché esiste e non è generata dall'I.A.  Siete lì, vi guardate intorno. Da una parte c'è il Castello di Gorizia , la fortezza, il Medioevo che è diventato nazione, con quel Tricolore che sventola a dire: "Qui siamo in Italia". Ma poi basta girare la testa, appena un po', ed ecco che la storia vi tira a modo suo per la giacca, sulla montagna di fronte, il Sabotino, quella scritta monumentale, TITO , che urla ancora oggi a tutto il mondo che Nova Gorica non è nata per grazia divina o per eredità dinastica. No, l'ha voluta il socialismo jugoslavo, l'ha creata l'uomo dal nulla, per sfida, sulla linea di confine. E in mezzo a questo scontro di simboli, tra nazionalismi e ideologie del Novecento che si sono fatte la...

La biblioteca di Marano Lagunare intitolata a Giulio Regeni. Un nuovo luogo di cultura dove far crescere la verità e giustizia



Il Comune di Marano Lagunare, in Friuli, in provincia di Udine, era uno di quelli che aderì alla campagna per la verità per Giulio, con l'esposizione dello striscione, quello che è sempre più diffuso in tanti Comuni, dalle scuole, ai luoghi istituzionali, in un tempo dove, le prime censure contro gli striscioni si affermarono proprio contro quello per Giulio, Trieste docet in negativo su questo fronte, ed oggi vediamo quello che succede nella battaglia per gli striscioni, dove il dissenso, il criticare, il contrastare un sistema reputato ostile ai diritti umani, agisce, reprimendo anche gli striscioni. Da Salerno alla Lombardia. Meglio non vedere, meglio relegare il tutto nella dimensione del politicamente corretto e in quel politicamente corretto che non contempla il dover vedere un messaggio che turba le coscienze, che può risvegliare le coscienze non ci può essere spazio per gli striscioni. Ed il giallo per Giulio, il colore di questa nuova Resistenza, è un colore sempre più affermato nel nostro Paese, vedere quel colore ti ricorda, che non solo un tuo concittadino è stato ammazzato, nei modi in cui sappiamo, ahimè, e che si attende ancora verità e giustizia, ma che in questo mondo dove ci sciacquiamo tanto la bocca con principi e valori, c'è chi ogni giorno continua a subire soprusi e violenze indicibili. A subire regimi e dittature che utilizzano anche la democrazia per legittimare se stesse, come succede ad esempio in Egitto. Intitolare un luogo dove si produce cultura, si vive la cultura, si afferma la cultura, a Giulio, intitolare una biblioteca a Giulio Regeni, è un passo importante che si spera riuscir vedere diffuso con il giusto convincimento ovunque, perchè semplicemente è giusto così. Giulio era un ricercatore, studiava, leggeva i libri, viveva i libri, amava i libri, è stato ucciso per la sua attività di ricercatore, di studioso, è stato quel 25 gennaio 2016 sferrato un colpo durissimo alla cultura, alla libertà di tutti noi, colpendo Giulio si è colpita la cultura, la libertà della ricerca e l'esempio di Marano Lagunare è quello da seguire ovunque. 
mb

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