Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

La "passione" della sinistra, altro che via crucis con la destra che vincerà senza se e ma perchè l'Italia è già a destra


Non si offendano i cattolici, i cristiani, i credenti. Ma effettivamente forse nessuno è più ortodosso e coerente come la sinistra nella dedizione che ha per la via dolorosa, la via crucis, che porterà alla sua crocifissione sul Golgota della politica italiana. Da quando è caduto il muro di Berlino è crollato un mondo di idee e di ideologie. Si è frantumato l'universo che ha diviso il mondo in due blocchi, ha trionfato il blocco dell'Occidente, spazzando via ogni resistenza opposta, avversa e contraria.  La parola comunismo è sparita oramai pure quasi dai vocabolari pur i concetti essendo rimasti perfettamente attuali ed attuabili, perchè la minestra è sempre la stessa, cambierà il condimento, ma non il sapore, non la sostanza, non la ricetta di base. La sinistra propensa ad avere ruoli di governo per ragione di sopravvivenza si è trasformata, ha cambiato pelle, si è mimetizzata sino ad arrivare al presente indigesto. Non è una questione di se vincerà la destra, ma solo di come ed in che misura vincerà. Perchè il Paese è già svoltato a destra e la sinistra ha avuto il ruolo di facilitatore della destra. Con queste elezioni si chiuderà il quadro deprimente di un ciclo politico iniziato soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino. La via crucis giungerà a compimento. Si chiuderà una stagione che molti non rimpiangeranno. Di errori e di orrori ne sono stati fatti a bizzeffe con il solito concetto leninista del che fare mai sepolto, perchè senza eterna soluzione, e neanche mortale, semplicemente non c'è nel mondo di oggi senza cadere nella banalità o nel semplicismo. Ci aspetteranno anni difficili. Sempre più ostili. Questione, ovviamente, di punti di vista.  Dopo la crocifissione politica della sinistra che si realizzerà con queste elezioni, che più di qualcuno benedirà, sia a livello nazionale che regionale, se si vuole ambire alla nascita di un qualcosa di nuovo ma che si ritrovi negli ideali della rivoluzione francese, questi sì eterni, si dovrà ragionare da adulti, perchè in questo mondo non c'è più spazio per i sogni, da persone pragmatiche e soprattutto senza chi cercherà per l'ennesima volta di riciclarsi. Il tempo del riciclo è finito. Si deve svoltare pagina, radicalmente ed anche in modo doloroso, tanto a questo siamo abituati. Poi certo vi è il qualunquismo che vorrebbe sepolte le massime categorie di destra e di sinistra, ma non ha futuro, è solo una reazione impulsiva ed istintiva e rabbiosa nei confronti di un sistema che piace sempre meno ma con il quale ci dovrai convivere per i prossimi decenni se non di più.
Marco Barone



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