Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Il Friuli Venezia Giulia made in Cina, passando dal porto di Trieste e forse dallo scalo di Ronchi

La Cina è una potenza economica. E' un Paese enorme con oltre un miliardo di abitanti. Un Paese teoricamente "comunista" ma che di comunista forse ha solo il nome e l'impostazione di alcune decisioni interne di partito, o per il decisionismo centralizzato, altrimenti se fosse stato realmente comunista difficilmente Paesi come l'Italia che hanno demonizzato l'Unione Sovietica o la Jugoslavia si relazionerebbero con potenze del genere e gli americani non lo consentirebbero mica.

Stringere il rapporto con la Cina significa bypassare la Russia, ma un ponte tra Italia e Cina, avrà sicuramente uno dei suoi pilastri fondamentali in Friuli Venezia Giulia, a partire dal porto di Trieste e forse dall'aeroporto di Ronchi, almeno sulla carta delle intenzioni e possibilità.

Si parla da tempo oramai di questa benedetta via della seta. Di treni, di merci, di navi. Non si parla, però di diritti umani. Certo che se nel mondo i diritti umani camminassero allo stesso ritmo delle relazioni economiche non sarebbe mica una blasfemia immonda.

Comunque sia la strada è tracciata, il Friuli Venezia Giulia si prepara ad essere made in Cina, se questo significa diventare solo uno strumento per il capitale cinese, od una opportunità per l'intera comunità del FVG, lo svelerà il tempo, magari oltre che di vie economiche e commerciali si discuterà anche di come elevare i diritti umani in quel Paese, i diritti dei lavoratori, perchè fino a quando continuiamo a relazionarci con sistemi dove i precetti fondamentali previsti dalla nostra Costituzione non sono contemplati neanche con mezza virgola, è come compromettere lo stesso spirito della nostra Magna Carta.
Però, a dirla veramente tutta, vogliamo proprio noi fare la morale? Noi, quelli che hanno mandato in pensione anticipata precetti costituzionali contemplati solo nella carta? Per la classica forma senza sostanza?
Una cosa positiva però vi è. Da quando i cinesi hanno mostrato i muscoli al mondo, comprato società come l'Inter od il Milan li si guarda con occhi diversi, ed il razzismo che vi era nei loro confronti, anche in Italia, è certamente calato in modo drastico e Trieste con il suo porto, e Ronchi con il suo aeroporto, sicuramente saranno i due pilastri fondamentali di questo ponte che collegherà l'Occidente con l'Oriente. 

Marco Barone

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