Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Il croato in FVG come lo sloveno, il friulano ed il tedesco?

La specialità del Friuli Venezia Giulia è dovuta al suo plurilinguismo, quel plurilinguismo espressione delle radici storiche, identitarie di questa piccola ma cosmopolita terra del Confine Orientale. Si parla l'italiano, il tedesco, anche se sempre più raramente, lo sloveno, il friulano, oltre a diversi dialetti. Poi ovviamente vi sono le lingue delle nuove migrazioni, dal bengalese, al cinese, al rumeno. Discorso diverso per il croato. La lingua croata e la comunità linguistica croata viene ufficialmente riconosciuta dalla Regione e verranno disposti finanziamenti per sostenerne le iniziative di tutela.
Ad oggi si parla di 100mila euro all'anno nel triennio 2018-20.

Come è stato resto noto i croati in Italia sono una minoranza nazionale formata da cittadini della Repubblica di Croazia residenti in Italia (17.698 al 31 dicembre 2016, concentrati soprattutto in Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia, specie a Trieste) e soprattutto da cittadini italiani di lingua e cultura croata.

La presenza croata a Trieste è storica, racchiusa nell'arco di diversi secoli. E' evidente che per rispettare questa identità storica del FVG, per rispettare le diverse culture, si dovranno mettere seriamente in discussione personaggi e fatti storici che denigrano popoli ed identità, a partire da quelle care al nazionalismo italiano che continuano ad essere celebrate e minano i rapporti diplomatici e di amicizia tra Italia e Croazia, a partire dalla celebrazione della marcia militare di occupazione di Fiume come capeggiata da quel D'Annunzio i cui sentimenti nei confronti dei croati erano ben noti e tutt'altro che rispettosi. Si è aperta in FVG la strada per includere anche la croata tra le minoranze linguistiche meritevoli di tutela come quella slovena o friulana o germanica? Ciò sarebbe auspicabile ed un valore aggiunto per il FVG ed un passo importante verso il consolidamento storico e culturale dei rapporti con quell'Est e la cultura slava che insieme a quella latina è la vera forza di questa fetta di terra, ponte tra Occidente ed Oriente.

Marco Barone

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