Bologna l'icona della street art del "nord est"

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Nessun miglior luogo di Bologna vi poteva essere per ospitare la mostra dell'artista anonimo più famoso dell'Universo mondo, Banksy, che con il suo ingegno clandestino è riuscito a compiere ciò che l'arte deve saper osare, far discutere e diventare protagonista ritagliandosi uno spazio nel vuoto cosmico culturale e intellettuale di una società spietata priva di ideologia e retta solo dal dogma assoluto del capitalismo, di cui Banksy ha saputo cogliere i suoi aspetti più controversi sbattendoteli in faccia con le sue opere sparse in ogni angolo di questa società. Dalla Palestina, a Venezia, passando da quella Bristol che ha conosciuto la più importante repressione dell'arte di strada che il mondo della street art abbia mai vissuto nel corso della sua opera. Bologna è una città in profonda metamorfosi, assediata come tutte le città di noialtri dal turismo, si omologa con le prime proteste comprensibili di cittadini che da Trieste a Bologna alzano la testa per dire no ad u...

I tempi sono maturi per il ritorno dei grembiuli a scuola



E' vero, in Italia i grembiuli erano tipici soprattutto nel fascismo, e sarà con le lotte del '68 che gradualmente sono stati abbandonati. Dove e quando prima, e dove e quando dopo. Io a scuola il grembiule lo indossavo ed anche il fiocco rosso ed erano trascorsi diversi anni dal caldo '68. Rodari scriveva "Una scuola senza banchi, senza grembiuli né fiocchi bianchi", pensando alla scuola degli adulti. E' anche vero che la proposta del grembiule fatta da una dei ministri più contestati in Italia, la Gelmini, ha fatto discutere tantissimo. Ma oggi delle conquiste del '68 e del '77 è rimasto poco, basta vedere quello che accade nel mondo del lavoro, ad esempio, quel poco funzionale soprattutto alla società del capitalismo e consumismo. I tempi per il ritorno dei grembiuli sono maturi, ma rispetteranno l'identità di genere? Con un colore neutrale uguale per tutti e per tutte? Chi lo vorrà potrà indossare il fiocco, chi non lo vorrà nessun fiocco. Nella scuola si è arrivati in una situazione allucinante, ribaltamento dei valori, l'autorevolezza dei docenti, che non deve essere confusa con autoritarismo, è svanita nel nulla, sudditi in un contesto ove devono fornire un servizio e soddisfare la clientela, che può anche prenderti a cazzotti, ma tu zitto devi stare. 
E' mancata ogni gradualità, dall'autoritarismo estremo, dalle bacchettate dei maestri, quando andava bene, ai ceffoni, quando andava male, ai docenti che urlano in classe senza essere ascoltati. Sembra strano che ancora non sono state proposte uniforme o grembiuli per i docenti. Forse ciò non è accaduto per la stessa ragione che ha non tanto determinato, ma fatto resistere, l'abbandono del grembiule. Andrebbero in crisi tanti negozi di abbigliamento. Certo, non voglio fa ricondurre tutte le libertà conquistate nell'ambito del materialismo e del consumismo, ma è sicuramente vero che molte libertà esistono e vengono garantite perchè funzionali al consumismo, al capitalismo. Come siamo messi? Siamo messi che andare a messa a scuola diventa la normalità, avere i crocefissi a scuola è la normalità, aver represso la libertà d'insegnamento nel nome della loro santa omologazione standardizzata nei confronti della quale nessuna critica è ammessa, per non essere mandati al rogo come streghe o stregoni del culto dell'essere contrastivo, è la normalità. Ed allora che si aspetta? Coerenza vuole grembiule per tutti. O il culto dell'apparenza ci deve far credere di vivere in un mondo diverso? Libero? E ad alta tensione democratica? 
Nel tempo dove la globalizzazione estrema ha prodotto prevalentemente disastri e fomentato a dismisura diseguaglianze sociali, ritorna il protezionismo, ritorna il nazionalismo, ritornano le chiusure. Nel paradosso del paradosso sarà l'omologazione del grembiule a determinare un contrasto alla globalizzazione? O sarà semplicemente il mettere i puntini sulle i, in armonia con la società del presente, dove tecnologie, modernità, altro non sono che spesso un grande inganno, nell'ottica di quello che definisco progresso regresso? 
Avanza il progresso tecnologico, si ritorna indietro in materia di usi, costumi e libertà. Viviamo in un mondo veramente ostico e difficile, dove dare per scontato ciò che scontato non è, come la libertà, la democrazia, nella sua esasperazione ha comportato il tracollo della democrazia e minato la libertà.

Marco Barone

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