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Le Nuove Indicazioni 2025 per la scuola? Sarà la scuola dei dinosauri a salvarci...

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Non si studieranno più i dinosauri, ma in seconda elementare si studieranno i racconti del Risorgimento, le cinque giornate di Milano, la spedizione dei Mille. Da non credere. D'altronde cosa stupirsi se nella premessa delle nuove indicazioni nazionali per la Scuola dell’infanzia e Primo ciclo di istruzione si afferma senza umiltà alcuna che solo l’Occidente conosce la Storia mentre altre culture, altre civiltà hanno conosciuto qualcosa che alla storia vagamente assomiglia?   Arroganza pura. E su cosa si fonda il cuore della scuola made in Italy che verrà? Sulla civiltà greco-italico-romana, passando ovviamente dal condimento della religione, attraverso le fantomatiche radici cristiane, che non guastano mai all'occorrenza. Un concentrato ideologico che unisce la scuola primaria e secondaria, ad esempio in terza "media"  si studierà la Cina comunista e possiamo ben immaginare come, ma l'America capitalista? Dovrebbe nel mondo della scuola scatenarsi una rivolta cu...

Se bastano solo cinque bandiere jugoslave per...

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  Provocazione politica, per alcuni, gesto artistico, per altri. A Gorizia basta esporre cinque bandiere jugoslave per scatenare il solito tradizionale e prevedibile e banale putiferio. Nova Gorica è una città fondata dalla Repubblica socialista jugoslava e ne è ricca di simbolismi della propria identità socialista, e con questa città, Gorizia, condivide il titolo della capitale europea della cultura. La storia di quelle bandiere è interessante, come ha reso noto l’associazione Agorè. Bandiere originali e cucite a mano, concepite per essere esposte alle cinque finestre del salone del Consiglio Comunale, al primo piano del palazzo di corso Verdi, la cui facciata è sormontata ancora oggi dallo stemma della città. Bandiere, che forse furono esposte durante la presenza in città degli  jugoslavi, dal 1° maggio al 12 giugno 1945.  Ed a proposito di storie di bandiere un documento dell’archivio di stato locale racconta la storia di Maria. Una nota della questura goriziana rip...

Nel 2071 il FVG scenderà sotto la soglia di 1 milione di abitanti e l'Italia nel 2051 avrà 50 milioni di abitanti

Le previsioni demografiche sono semplicemente disastrose. Poco da dire. Nel 2071 il FVG scenderà sotto la soglia di 1 milione di abitanti e l'Italia nel 2015 avrà 50 milioni di abitanti per arrivare nel 2080 a 46 milioni di abitanti come accadeva negli anni '50. Mentre il FVG nel 2071 dovrebbe avere secondo le previsioni 994.866 abitanti. Non c'è molto da dire. I numeri dell'ISTAT al momento lasciano prevedere questo quadro con tutti i riflessi che ne potranno conseguire. mb

Ripristinare per il centenario del nostro palazzo municipale la storica scacchiera

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Nel 1925, nello stesso anno in cui Ronchi di Monfalcone divenne ufficialmente Ronchi dei Legionari, per i motivi storici ben noti, venne inaugurato l’attuale palazzo municipale ronchese, che è una delle architetture più interessanti presenti nella nostra città. Non a caso dalla Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici del FVG il palazzo del comune ronchese è stato sottoposto alle tutele normative previste rimarcandosi […] “nelle sue peculiarità architettoniche che costituiscono un buon esempio di gusto eccletico liberamente ispirato al gotico veneziano” elementi da salvaguardare. Il Municipio, si legge ancora nel provvedimento di tutela, "è una testimonianza particolarmente significativa delle iniziative di rinnovo urbano che caratterizzarono Ronchi nei primi decenni del Novecento, e rappresenta un elemento di pregio del contesto urbanistico circostante di Piazza Unità d’Italia”.   Nel corso degli anni è stato soggetto ad alcuni interventi di manutenzione e sal...

Il monumento alla Resistenza di Ronchi

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  Nella seduta del 13 febbraio del 1965 con voto unanime il Consiglio comunale di Ronchi decise di realizzare un Monumento ai caduti della Resistenza ed alla costruzione dell'Ossario al centro del cimitero locale. In una lettera formulata dall'ANPI, se da un lato si esprimeva compiacimento e soddisfazione per questa decisione, dall'altro si segnalava il rammarico per la posizione assunta dall'Associazione nazionale combattenti e reduci e dalla Democrazia Cristiana poiché si erano "fatti promotori di iniziative tendenti a dare a Ronchi un solo Monumento dedicato a tutti i caduti". E l'ANPI rispose con tono : "sarebbe falsa carità e mera ipocrisia accettare di accomunare nel ricordo in un solo Monumento tutti i Caduti quando ben si sa che la sostanza di una guerra ai fini dell'interesse nazionale è diametralmente opposta ad un altra". Ed ancora, pur evidenziandosi il rispetto "che si deve avere di fronte alla morte di qualsiasi, non si pu...

D'Annunzio, Monfalcone e le farfalle

A Monfalcone, nel corso di questo ultimo decennio si è valorizzato il simbolo di D'Annunzio in relazione alla marcia rovinosa su Fiume e come è noto è rimasta irrisolta la vicenda della campanella di San Polo sottratta dai legionari che si trova nella stanza del Lebbroso del Vittoriale ed è considerata inalienabile. D'Annunzio ha citato Monfalcone nei suoi testi pochissime volte, come nel testo "dalla ringhiera del Campidoglio" dove si può leggere: "Alla Quota 12, alla Cava di pietra, ripiegata servì di guanciale per l’eroe moribondo. A Monfalcone coprì il suo santo corpo. Ad Aquileia coprì il suo feretro; e i larghi lembi strascicavano per terra, sollevando la polvere rifecondata". Monfalcone è pressocchè citata sempre in contesti militari, di guerra, come nel libro quinto, canti della guerra latina: "Sono scrollate le guardie di Tolmino. Gradisca croscia, gialla di foglie e d'ira; rugghia l'Isonzo alle chiuse di Sagrado; e Monfalcone dall...

Non sono passati neanche 50anni e già il caso Moro finisce nel dimenticatoio

47 anni da quel terribile giorno che lasciò una cicatrice perenne nella storia repubblicana italiana. La Strage di via Fani, del 16 marzo 1978 dove per man delle Brigate Rosse oltre che di forze ancora oggi occulte, per rapire il Presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, vennero massacrati Oreste Leonardi e Domenico Ricci, Carabinieri, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino, della Polizia di Stato. Mentre si aprono in America gli Archivi nazionali americani sulla morte del presidente John Fitzgerald Kennedy compiuto a Dallas, in Texas, il 22 novembre 1963 con la desecretazione anche degli ultimi documenti sul caso , in Italia questo anniversario della strage di via Fani è passato quasi in sordina. Come un giorno qualunque, come un giorno di cronaca storica qualsiasi, da ricordare perché lo si deve, ma senza andare oltre. Perchè oramai, a chi interessa più? Se non ai soliti noti? Ogni anno si aggiungono degli elementi nuovi, personaggi da interrogare, mentre il temp...