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Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Cent'anni dopo la nascita del fascismo si ritorna a parlare di autarchia, un salto aTorviscosa,la capitale friulana dell'autarchia

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Si chiamava Torre di Zuino, citata come Zuino per la priva volta nel 1278, un piccolo e periferico borgo rurale appartenente al Comune di San Giorgio di Nogaro, fu l'ultima località italiana prima della frontiera con l'Austria-Ungheria, località che per volontà di Mussolini, il 26 ottobre del 1940 divenne l'attuale Torviscosa, elevato a rango di comune e come podestà avrà neanche a dirlo Marinotti, il presidente della SNIA Viscosa. Torviscosa, una città fascista , nata nel 1937, inizierà a prendere forma quella realtà che oggi la vede fare parte dell'Associazione Nazionale delle Città di Fondazione, istituita nel 2009 insieme alla Provincia di Latina e ai Comuni di Tresigallo (FE), Predappio (FO), Alghero-Fertilia (SS), Arborea (OR), Argenta (FE), Aprilia (LT) e Sabaudia (LT). Associazione che ha lo scopo di salvaguardare l'architettura delle città fasciste. Camminare per Torviscosa serve a fare un salto deciso nel tempo, nel tempo del ventennio che oggi ritorna...

Il fascismo oggi tra memoria reticente e memoria rivendicata

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Nella sera del 24 marzo, presso la sede ANPI di Monfalcone, si è svolta la presentazione del libro il razzismo fascista, Trieste il 18 settembre 1938 edizione Storia Kappa VU. Alla presentazione del libro è seguita una discussione a dir poco interessante specialmente per quanto riguarda la questione della memoria. Non parlerò della memoria condivisa, e neanche di tutto ciò che si oppone ad essa, ma incentrerò la riflessione che ora segue su due tipi di memoria, correlate in particolar modo a come il fascismo è stato percepito, vissuto, contrastato.  Memoria che varia dall'Est d'Italia al Sud d'Italia. Due, a parer mio sono i casi emblematici, passando per il mezzo di Torviscosa. 

Un salto a Torviscosa,una cittadina del FVG, dove l'architettura del ventennio ancora vive

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Torviscosa aderisce all'Associazione Nazionale delle Città di Fondazione, istituita nel 2009 insieme alla Provincia di Latina e ai Comuni di Tresigallo (FE), Predappio (FO), Alghero-Fertilia (SS), Arborea (OR), Argenta (FE), Aprilia (LT) e Sabaudia (LT). Associazione che ha lo scopo di salvaguardare l'architettura delle città fasciste. L'attuale cittadina del Friuli, nacque tra il 1937 e 1938, dopo una imponente opera di bonifica e la sua importanza era dovuta alla fabbrica, quale la SNIA Viscosa, per la produzione e la lavorazione di fibre vegetali da cui ricavare la cellulosa.  Ed intorno a quella fabbrica, è nata la città. Case per dirigenti, case per operai, case per impiegati, strade ed edifici squadrati, con i colori tipici del fascismo, bianco o marrone, con quella funzionalità che era proprio di quel tempo.  Ordine, silenzio e disciplina regnano ancora per le strade di Torviscosa, ove anche le costruzioni moderne non hanno compromes...