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Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

100 giorni di vita per una pagina web

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"Il Web non è stato costruito per essere conservato, la vita media di una pagina internet è infatti 100 giorni. E dei prodotti realizzati con i primi protocolli Gopher, FTP o Web, non rimane spesso che uno screenshot". Questo quanto dichiarato da Brewster Kahale, fondatore dell'Internet Archive di San Francisco, per Repubblica.it In base ai dati di Internet World Stats solo il 30,2% della popolazione mondiale utilizza internet ed in Italia non si arriva al 50%. Insomma internet è certamente importante per la condivisione e la diffusione di informazioni, per la libertà di espressione, talmente ampia, nonostante vi siano tentativi di censura in itinere, che alla fine viene neutralizzata proprio dal paradosso della libertà di circolazione. Già, circolano così tante notizie ed informazioni e pensieri e critiche che è come non diffonderle perché si perdono per strada, salvo il filtro. Filtro che è effettuato da siti e blog ben inseriti nella rete, ma anche da u...

Gestisci un blog? Attenzione ai commenti si rischia la condanna per diffamazione

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Il Tribunale di Varese, con una sentenza depositata il giorno 8 aprile 2013, numero di ruolo generale 116/13, ha espresso un principio ed una condanna, a dir poco incredibile e pericolosa, ma in linea con l'epoca dell'austerità e del rigore vigente. Una blogger, e ribadisco una blogger, quindi siamo in migliaia ad essere chiamati in causa, ed il principio che seguirà è estendibile anche ai social network, amministrava il suo blog, ed è emerso un dibattito, forte, duro ed aspro, tra aspiranti scrittori o scrittori esordienti, in merito alle note problematiche che emergono sulla pubblicazione di libri. Veniva presa di mira una casa editrice specifica. Commenti dopo commenti, specialmente anonimi , cosa accadeva? Che la casa editrice interessata querelava l'amministratrice del Blog. Il Tribunale di Varese, nella sua sentenza, scriverà che “gli epiteti “cloache editoriali”, “truffatori”, signori della truffa”, cosche mafiose”, “strozzini”, attribuiti alla categoria...

Gli Hacker del PD, le dichiarazioni della Boldrini e le leggi anti-internet

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Può perire la finzione della libertà, può perire la finzione della trasparenza, può perire la maestra di ogni inganno, quale la democrazia. Fino a quando esisterà il capitalismo, ogni libertà, ogni bene comune, non sarà mai libertà e bene comune puro e vero, ma solo apparenza. Perché il concetto di libertà, di bene comune è semplicemente non compatibile e non conciliabile con il capitalismo. Gli Hacker del PD hanno preso di mira chi ha usato la rete, internet, più di ogni altra forza politica, per esprimere la propria essenza, il M5S. Lo scopo di questa operazione, sarebbe anche quello di far emergere, “quanto i deputat* e senatori 5 stelle sono schiavi di Grillo e Casaleggio, in un rapporto non solo di sudditanza logistica e politica ma anche spesso psicologica.” Nel loro sito si legge anche che “ Ci scusiamo sin d'ora con quegli eletti m5s per la violazione della loro privacy presente e futura, invitandoli a fare tutte le pressioni necessarie nei confronti di Gr...

L'Italia approva il regolamento antiWikiLeaks

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È stato pubblicato infatti sulla “Gazzetta Ufficiale” del 19 marzo 2013 n. 66, il decreto del presidente del Consiglio dei ministri 24 gennaio 2013 “ Direttiva recante indirizzi per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionale ". Una notizia che ha avuto poca diffusione e che annienta la privacy di tutti coloro che utilizzano internet durante la loro quotidianità. Il tutto politicamente nasce dallo scandalo WikiLeaks e normativamente dalla mozione approvata in data 23 maggio 2012 dal Parlamento italiano,con la quale ha impegnato il Governo a porre in essere ogni idonea iniziativa per giungere alla costituzione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri di un Comitato interministeriale con il compito di elaborare una strategia nazionale per la sicurezza dello spazio cibernetico, di definire gli indirizzi generali e le direttive da perseguire nel quadro della politica nazionale ed internazionale in tale settore e di individuare, infine, g...

Il Cybercrime in Italia

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Il 22 gennaio 2013 ( pubblicato a marzo), è stato approvato DALLA IX COMMISSIONE PERMANENTE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI) un documento che riguarda il fenomeno della sicurezza delle reti in Italia. In tale documento si evidenzia che p er quanto attiene alla fruizione del servizio, si rileva come spesso gli utenti online non abbiano l’attenzione che dovrebbero avere ai temi della sicurezza e della protezione dell’identità digitale. Come risulta, infatti, da una recente indagine condotta dalla Commissione europea nei 27 Paesi dell’Unione, i cui esiti sono riportati nel Cyber Security Report 2012, il 40 per cento degli italiani intervistati, in ciò secondi soltanto ai portoghesi, dichiara di non avere alcuna conoscenza del cybercrime . Sotto il profilo operativo, invece va segnalato come l’Italia abbia partecipato alle principali esercitazioni sulla sicurezza cibernetica fin qui svolte a livello internazionale, al fine di aumentare il grado di cooperazione tra i part...

L’Italia aderisce al progetto CleanIt, internet a rischio censura

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--> Il progetto cleanIT, costato circa 400 mila euro, nel 2011 è stato avviato dall’Olanda, è rivolto a definire un piano di collaborazione pubblico- privato in cui tutti i Paesi siano coinvolti a individuare le migliori pratiche da attuare per contrastare l’uso di internet a fini terroristici. Fino ad oggi avevano aderito dieci stati membri dell’Ue (oltre al paese promotore, Germania, Gran Bretagna, Belgio, Spagna, Ungheria, Romania, Austria, Danimarca e Grecia). Il 29 gennaio è stato il turno dell'Italia. Il Progetto CleanIT è un sistema di scambio delle informazioni sugli attacchi di hacker e condivisione dei metodi di difesa dal cyber-crime, con l’obiettivo specifico di trovare le migliori risposte all'uso del web da parte delle organizzazioni terroristiche che, grazie alla rete, trovano finanziamenti, fanno propaganda e proselitismo. Cosa si intende per terrorismo? Nel documento di Cleanit si legge che l'Unione europea (UE) ha definito i r...