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Il "frullato storico" e le piazze forni: il caso di Monfalcone

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  Rifletteteci bene, signori. Che gioia impagabile passeggiare oggi per i centri delle nostre città e imbattersi in quegli spazi che sfidano brillantemente ogni logica umana. Prendiamo un capolavoro assoluto, una vetta inarrivabile dell'urbanistica contemporanea che vi lascerà letteralmente senza fiato (e senza ombra, ovviamente): Monfalcone . Facciamo un salto nel passato. Ai tempi dell'Impero Asburgico, quegli sprovveduti avevano la bizzarra abitudine di inserire degli alberi nelle loro "Piazze Grandi". Ad esempio ciò succedeva a Trieste. Ve lo immaginate? Il verde integrato nella veduta urbana! Per fortuna, nel corso del Novecento, i nostri urbanisti hanno rinsavito. Abbiamo coraggiosamente estirpato quell'inutile natura per regalarci magnifiche, sterminate spianate di cemento o di marmo. Perché rinunciare al brivido di passeggiare in un forno a cielo aperto  nelle nostre estati tropicali? Ma torniamo a Monfalcone, il vero gioiello della corona. Lì hanno fatto ...

Trieste dal Molo Audace decadente, all'errata sincronizzazione dei semafori, alcuni problemi della Città

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I semafori hanno un loro fascino. Tre luci che in via automatica provano a conferire una sorta di ordine nel caos del traffico cittadino. Pedoni, auto, camion, moto, biciclette tutti imprigionati dal rosso e liberati dal verde di quel segnale luminoso, inventato  a Nottingham verso la fine del 1800. Ora vi domanderete perchè parlo del semaforo? Semplice. Perchè a volte ci si deve occupare anche di quelle piccole cose che condizionano la quotidianità, quelle piccole cose che in realtà possono divenire grandi cose e se la grande cosa è la prevenzione, allora non posso non parlare del semaforo e della errata sincronizzazione dello stesso. Mi riferisco in particolar modo ai semafori disposti lungo le rive triestine,e nel particolare del particolare ai semafori disposti innanzi la seconda piazza più grande d'Europa che sfocia sul mare, la Piazza dell'Unità d'Italia. Accade che non appena attraversi la prima corsia, con il semaforo verde, devi sostare qualche...

La cassetta della posta del Comune di Trieste

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Passeggiando per le vie della Città, a volte noti cose che sfuggono, perché rapiti dalla frenesia di quel fare che imprigiona ogni attenzione e riflessione e che in realtà meriterebbero di essere riscoperte e socialmente rivitalizzate. Piccole cose, ma dalla grande valenza non solo formale ma anche sostanziale. Piccole cose che si celano all'occhio dei più, eppure piccole cose che possono contribuire all'edificazione di quel processo di democrazia partecipata, oggi rivendicata più che mai. Probabilmente non molti sono a conoscenza del fatto che nei pressi del porticato del Palazzo del Municipio di Trieste, lì ove si affaccia sulla fontana del continente mancato, visto che i continenti raffigurati sono solo quattro, esiste una piccola cassetta color verde, con scritto proposte e suggerimenti al Sindaco. All'interno della cassetta si intravedono dei fogli, saranno reclami, suggerimenti, proposte? Trieste, è una città che burocraticamente è identificata come...