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Cent'anni dalla prima vittima dello squadrismo fascista a Ronchi, Erminio Rusig

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  Il 15 ottobre del 1926 saranno cent'anni della prima vittima del fascismo squadrista a Ronchi. Erminio Rusig un giovane ronchese poco più che ventenne. La sua storia è stata ricordata nel tempo dalla staffetta partigiana Elda Soranzio e dal partigiano e senatore Silvano Bacicchi e da Giacomo Mininel.  Siamo a Ronchi , è il 24 aprile del 1925. È sabato sera.  Erminio Rusig è lì con i suoi quattro compagni, vanno fino a San Pier, si divertono, e poi tornano a casa che è passata la mezzanotte. Si salutano al bivio della Pesa, ognuno per la sua strada. Erminio viene intercettato da una squadraccia . Lo fermano con le pistole e i manganelli. Lui prova a scappare, ma quelli sono in tanti, lo raggiungono e iniziano a picchiare duro. Lo atterrano a colpi di manganello e poi, quando è già a terra privo di sensi — che è una cosa di una vigliaccheria pazzesca — continuano a prenderlo a calci. E per finire, gli sparano pure: un colpo al basso ventre. Dopodiché, succede una cosa che...

Prebenico ritorna al suo nome Prebeneg. E' necessaria una bonifica storica contro i toponimi fascisti

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Sul Piccolo di Trieste è stata riportata, giustamente con gran risalto, un fatto storico che ripristina oltre al nome originario di una frazione, soprattutto la dignità. Non è il primo caso, è stato giustamente ricordato quanto accaduto a Monrupino-Repentabor, dove nel 2003 le diciture Rupingrande e Zolla sono state ufficialmente abolite. Fondamentali le motivazioni che accompagnano il ripristino del toponimo originario che porterà Prebenico a diventare Prebeneg: "Con questo gesto desideriamo fare ciò che lo Stato democratico non ha fatto in 50 anni di amministrazione dei nostri luoghi: riparare l'ingiustizia arrecata alle nostre località e ai nostri avi, per noi stessi e per i nostri figli. Non vi è più alcuna ragione per l'ulteriore mantenimento di questo appellativo fascista che offende ogni persona democratica, sia essa di nazionalità slovena che italiana". Si scrive la storia. In Italia sono centinaia di centinaia i toponimi italianizzati e romanizzati ...

Quando il fascismo si inventava anche re e santi

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I processi di italianizzazione violenta e forzata, tramite la folle formula della “restituzione” del cognome, o nome o denominazione alla sua versione originaria, cioè inesistente, ha comportato nella Venezia Giulia anche l'invenzione, nella immaginazione visionaria collettiva, di un santo e di una sorta di re. Il primo caso riguarda  San Dorligo della Valle . Non esiste alcun San Dorligo, nessun Santo. Eppure esiste un Paese che si chiama, ora San Dorligo. E' vero che intorno al XVI secolo si iniziò ad affermare, per questa località, il nome di San Dorligo, storpiatura Sant'Ulderico, pur essendo sempre noto con il nome sloveno Dolina che significa valle. Ma nel 1923, per mano del fascismo, assunse ufficialmente la denominazione di San Dorligo della Valle. Però il 3 luglio 2002, dopo un referendum popolare, al centro abitato veniva restituita la denominazione di Dolina, ma a livello nazionale rimarrebbe la denominazione San Dorligo della Valle. Nel sito del Ministe...

Il caso concerto nazista di Trieste, ora è il turno di San Dorligo della Valle/Dolina e poi basta

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Dopo la denuncia relativa alle locandine , come diffuse in rete, che annunciavano un concerto nazista a Trieste, e le relative prese di posizioni istituzionali, consistenti per lo più in dichiarazioni volte a smentire il rilascio di qualsiasi autorizzazione, ora è il turno di San Dorligo della Valle( sulla cui vicenda del nome, cosa che non deve essere rimossa, rinvio a questo mio precedente intervento:  San Dorligo della Valle o Dolina?  ). Ora, possono, questi cambiamenti, essere intesi anche come delle provocazioni che andrebbero vagliate da chi di competenza. Ma non si deve neanche escludere che la reazione tempestiva e positivamente virale, in primis dell'antinazifascismo,  come maturata in città, alla sola idea di un concerto nazista a Trieste, abbia fatto saltare i piani di chi aveva programmato un simile evento. D'altronde,  la prima locandina è stata diffusa, nei siti neri di loro riferimento, in modo chiaro ed inequivocabile con indicazione di data,...

San Dorligo della Valle o Dolina?

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Ho da poco pubblicato un post per il sito curato dal collettivo Wu Ming dal seguente titolo: DaRonchi «dei Legionari» a Ronchi dei Partigiani. Di cos’è il nome un nome? Partendo dalla Calabria raggiungeremo Fiume per poi fermarci a Ronchi dei Legionari, provincia di Gorizia. Attraverso una lettura critica dell’impresa di occupazione fiumana e del personaggio D’Annunzio, metteremo in discussione la denominazione «dei Legionari», cercando di restituire la giusta dignità a un luogo, a una comunità, a una cittadina che ha lottato contro il fascismo, per quella libertà che va difesa anche attraverso i simboli, proprio quello che ci accingiamo a fare.   In uno dei commenti apparsi, lo storico e studioso triestino, Piero Purini ,