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Aquileia: il porto dell'Impero e l'ombra del Ventennio

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  Quando si cammina tra le rovine di Aquileia, non si sta passeggiando in una cittadina qualsiasi: si sta attraversando quella che era, a tutti gli effetti, la seconda città dell'Impero!  Una metropoli pazzesca. Però, oggi, per cogliere questa immensità ci vuole un grandissimo sforzo di immaginazione. Le pietre sopravvissute al tempo sono lì che vorrebbero disperatamente raccontarci una storia straordinaria, ma noi, spesso, facciamo fatica ad ascoltarla.  Perché c'è un problema. E il problema è che se vogliamo davvero capire e valorizzare Aquileia, dobbiamo liberarci di un ingombro non da poco: dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la visione che ci ha lasciato in eredità il fascismo e svecchiare, modernizzare il sito.  Prendiamo la fantomatica "via sacra". Voi andate lungo il porto fluviale, che all'epoca dei romani doveva essere un luogo vivacissimo, un viavai frenetico, un posto pieno di rumori, di mercanti, di facchini che imprecavano e caricavano merci.....

Furono attentati di fascisti per colpire il MSI, ma pensarono a "zingari" e comunisti o esaltati

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Tra il 1971 e 1972, nel momento in cui si stava ponendo il disimpegno degli americani verso Gladio, si realizzò una guerra intestina violentissima tra neofascisti che esplose a colpi di bombe ed ebbe il suo epilogo in Friuli Venezia Giulia con la strage di Peteano. Si contarono diversi attentati in regione, che si scopriranno poi aver avuto come matrice gruppi neofascisti, come aderenti ad Ordine Nuovo. Ad esempio gli attentati del 26 e 27 marzo 1971 sulle linee Trieste-Venezia e Udine-Venezia, il 15 settembre 1971, al monumento dei caduti di Latisana, il 28 dicembre 1971 attentato dimostrativo al sindacalista CISNAL Giampiero Zaro, il 26 gennaio 1972 attentato dimostrativo contro il deputato del MSI de Michieli Vitturi , tutti attribuiti anni dopo ai gruppi di estrema destra, ed alcuni di essi eseguiti con l'impiego di esplosivo T/4, il medesimo usato per la strage di Peteano, non in commercio in Italia e di difficile trattamento come provarono le indagini di allora. Ma la cosa ...

Quando la bomba alla scuola slovena di Trieste che anticipò la strategia della tensione venne scambiata per una ragazzata

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Correva l'ottobre del 1969, due mesi solo prima della strage di Piazza Fontana, il battesimo maledetto di fuoco della strategia della tensione. Si era a Trieste, a San Giovanni, presso la locale scuola slovena. Da parte di alcuni fascisti di Ordine Nuovo di Mestre, cosa che si appurerà solo una ventina d'anni dopo il fatto, venne collocata sul davanzale di una finestra della scuola nella sera del 3 ottobre, una cassetta portamunizioni militare con scritte in inglese avvolta da filo zincato. Dagli atti di indagine emerse che quella cassetta risultò contenere sei candelotti di gelignite spezzati a metà, avvolti in carta paraffinata rossa, e un congegno ad orologeria formato da una pila, due detonatori e un orologio da polso con una vite inserita nel quadrante e collegata ai fili elettrici a loro volta collegati ai detonatori. Vennero ritrovati anche dei fogli antislavi contro Tito e la Jugoslavia. Dagli atti della Corte d'Assise d'Appello di Milano del 12 marzo 2004 si ...

Maggio del '72: tra il ritrovamento di 16 bombe a mano all'obelisco di Trieste e la strage di Peteano

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  A fine maggio 1972 si sono verificati dei fatti che meritano di essere letti nell'insieme di quel contesto storico e politico che ha caratterizzato tremendamente la storia del nostro Paese. Nella mattinata del 29 maggio del '72 all'obelisco di Trieste, nei pressi di Opicina, venivano ritrovate 16 bombe a mano del 1964. Ben tenute e con l'etichetta che ne riportava la data. Lo scopo, evidentemente, era quello di renderne possibile l'identificazione. Avvolte in due giornali datati rispettivamente 8 dicembre e 12 dicembre 1971. Date casuali?Difficile a dirsi in un contesto dove ci si parlava anche così, con questi messaggi. L'8 dicembre era il giorno in cui in Italia doveva realizzarsi il colpo di Stato di Borghese, il 12 dicembre, era il giorno della strage di piazza Fontana, quello che diede inizio alla maledetta strategia della tensione. Certo, non si era nel 1971 per quanto concerne i due episodi ora citati, ma nel 1969 nel caso di Milano, nel 1970, nel caso ...