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Visualizzazione dei post con l'etichetta capodanno

Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Anni '20. Il capodanno inizia con il grido Viva l'Italia al Teatro la Fenice. A quando il ritorno del re?

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Immancabile Và pensiero a ogni capodanno. E questo 2020, che si prospetta stante a quello che avrebbe predetto Nostradamus una catastrofe nella catastrofe, tanto per cambiare, segna l'inizio del ritorno al passato. E quale miglior ritorno agli anni '20 con viva l'Italia, dopo Và pensiero di Verdi? Perché questo è quello che è successo al teatro la Fenice di Venezia. Un canto patriottico, diventato politico, nell'irredentismo e contro gli austriaci in quella competizione che si gioca anche a colpi di concerto dove quello di Venezia vorrebbe emulare se non eguagliare quello storico di Vienna. Insomma, ritornano gli anni '20. Presto si ritornerà magari a urlare, W VERDI, a significare il ritorno del re. mb

La bellezza stratosferica del concerto di Capodanno di Vienna e quello di Venezia che è una copia banale

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La musica e la cultura devono essere la forza di qualsiasi civiltà. Vi sono storie che cercano narratori, narratori che cercano storie, così come vi sono note che cercano compositori e compositori che cercano note. Ingegno e sensibilità umana possono far capire quanto siano immense le potenzialità dell'umanità. La musica ha sempre connotato epoche, ogni epoca ha una sua melodia, ogni secolo ha una sua canzone. Vivere senza musica sarebbe come vivere senza percepire emozione alcuna, sia essa positiva sia essa negativa. Significherebbe essere dei banali automi. Nel mio piccolo ho coltivato la passione della musica classica per anni, suonando il pianoforte. Ho avuto questa possibilità, ho avuto la possibilità di addestrare il mio orecchio alla sensibilità dei suoni. Ed ogni volta aspetti il primo giorno del nuovo anno per quella che oramai era diventata la tradizione della nostra Europa.  Certo, è nato sotto il nazismo, è sopravvissuto alle turbolenze violente della storia, ha ...

Nel discorso di fine anno Mattarella parla di intesa tra scuola ed impresa

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Una meravigliosa stella di natale, dal rosso vivo, un presepe antichissimo, questa la cornice del primo discorso di Mattarella, di fine anno, da Presidente della Repubblica. Per alcuni aspetti sembrava di ascoltare il Papa, penso alla questione ambientale, alla speranza, all'integrazione,  salvo che per le richieste di espulsione per chi non può essere accolto ecc, per altri aspetti sembrava di ascoltare Renzi, ma era il discorso del Presidente della Repubblica. Non è mancata la critica nei confronti del nostro essere italiani, il particolarismo, la mancanza di senso civico, e manca di rispetto verso il bene comune, così come il discorso è stato di una semplicità unica, tanto che sembrava che si rivolgesse ad una classe di scuola primaria.  Non è mancato il riferimento alla scuola. Un riferimento che è arrivato come collegamento con la parte iniziale del suo discorso, la questione lavoro, auspicando una intesa tra impresa e scuola. Ma la scuola seppur deve avere un col...

Capodanno e come sempre arriva la litania botti o non botti

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Botti o non botti? Questo è il dilemma amletico che pare dominare i dibattiti politici, sociali e cittadini in FVG ma anche in diverse parti d'Italia. Tra chi dice che solo il Comune è legittimato ad effettuare i botti di fine anno, e chi neanche questo vorrebbe. Tra ordinanze di divieto assoluto ed ordinanze relative. E nel mentre di tutto ciò, i botti sono già stati venduti in gran parte della regione ed in questi giorni che accompagnano il fine anno, è difficile non sentire le canoniche esplosioni da petardo e similari. Forse dovevano pensarci prima. Certo, si può sempre limitare il danno da boato, ma come controllare il territorio a tappeto? Qualcuno forse vorrà schierare l'esercito? Come accaduto al confine con i migranti? Anche se la scusa era il terrorismo? Botti o non botti, non si può rimettere il tutto alla singola discrezione delle amministrazioni comunali, se proprio devono essere vietati, mandando anche in rovina chi in tale settore ci opera, sarebbe necessa...