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Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Quel bilinguismo osteggiato a Trieste fin dai tempi dell'Austria ad oggi. Il dibattito feroce in Parlamento negli anni '50 contro l'uso dello sloveno a Trieste

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A Trieste, leggere Trst, non se pol. Nonostante il Memorandum di Londra, che sancì il passaggio dall'amministrazione alleata a quella italiana affermasse espressamente il diritto dell'uso della lingua slovena a Trieste come esercizio del principio di eguaglianza. Ma il bilinguismo a Trieste è sempre stato zoppicante ed osteggiato.    Il dibattito che ci fu in Parlamento dal 1954 al 1958 in particolar modo, sulla questione del bilinguismo in città, rivelò tutta l'avversione della componente nazionalista nei confronti dell'uso della lingua slovena in città. Il deputato dannunziano Anfuso, del MSI si appellò al paradosso che neanche la tanto odiata Austria che aveva sempre spalleggiato i popoli slavi in Italia avesse osato garantire il bilinguismo: " Tutti i colleghi sanno che l’Austria (l’Austria che aveva il rispetto federalistico connesso alla sua natura di Stato federalistico) si rifiutò sempre di ammettere il bilinguismo slavo a Trieste. L’Austria si oppose al g...

Nei Balcani, Trieste, questa sconosciuta. Ma non Trst

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Girando per i Balcani, in largo e in lungo, c'è una cosa che non può passare inosservata. Se chiedi di Trieste, in più occasioni ti verrà risposto, Trst? Oppure, dovrai tu dire Trst, perchè Trieste, non dice niente, non è conosciuta.  Ma se dici Trst, le cose cambiano. Si apre il dialogo. D'altronde se in Italia, o meglio in Friuli Venezia Giulia, dici, vado a Split, vado a Pula, vado a Rijeka, vado a Koper, vado a Zadar, ti verrà risposto nel corrispettivo italiano, oppure si individuerà la città solo se la chiami con il nome in italiano. Altrimenti, anche le città con i loro nomi sloveni, croati, ecc, non diranno niente ai più. Solite storie, che devono fare riflettere, sullo stato dei luoghi, sui nomi dei luoghi, su come vengono identificati. Se dici Trieste, nei Balcani, non dirai nulla, se dici Trst, ti si apre un mondo. Reciprocità, verrebbe da dire. Da tenere sempre in mente che lì dove ci sono le minoranze è sacrosanto chiamare i luoghi con i nomi anche nella...