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Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

C'era una volta il fascino dell'Est. Dalla primavera di Praga son nate città senza più stagioni

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  C'era una volta il comunismo, c'era una volta un mondo diviso in due blocchi, c'era una volta un mondo che oggi non esiste più. Da Praga, a Berlino, da Budapest, a Belgrado, il capitalismo ha marcato il territorio come fanno i cani. Le prime cose che incontri sono i simboli tradizionali del capitalismo, della globalizzazione, Coca Cola e McDonald's a cui poi si sono aggiunti ovviamente come un gregge al pascolo tutti gli altri. L'Est Europa non ha ancora perso pienamente la sua tipicità che ancora in qualche angolo si può respirare, a partire dalla sua architettura tipica del periodo socialista, quella che non si è ancora potuta spazzare via, però ne è stata minata e compromessa profondamente, alla radice, la sua storia ed identità recente, quella nata dal socialismo, quella che ti faceva dire andiamo di là, oltre il muro, di là dove c'è il socialismo. Tutte le città sono uguali, trovi le stesse cose, gli stessi negozi, gli stessi oggetti, hanno lo stesso stil...

Se la bandiera del pride sventolasse in ogni Comune

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Pride che incontrerai, città colorata che vivrai. Non tutte si vestono allo stesso modo, non tutte si immergono pienamente in questo mondo di colori, che altro non sono che la massima espressione di una società priva di discriminazione e per l'inclusione. Ma la maggior parte delle città il pride lo fanno proprio, lo vogliono, lo vivono.  Quella del pride è una bandiera storica, inventata da Baker per il pride di San Francisco del 1978, cucita e tinta a mano, e ad ogni colore vi è una corrispondenza di un simbolo spirituale. Una bandiera che non nuoce alla vita, in continua evoluzione, che è espressione di vita, ma che ancora oggi fa tremare più di qualcuno. Da chi la definisce straccio, a chi dice che i colori della propria città sono quelli impressi  sulla maglia di calcio della propria squadra o su quelli del simbolo comunale. Sarebbe bello se la bandiera del pride accompagnasse quelle istituzionali dei nostri Comuni perennemente. Perchè questa è probabilmente la bandiera un...