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Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Chiudere i CIE è una questione di dignità

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CIE GRADISCA La prima, ed anche unica volta, che ho messo i piedi all'interno di un CIE, per ragioni professionali, è accaduto a Bologna. Mai dimenticherò le sensazioni vissute, la speranza che tu rappresentavi per quelle persone, rinchiuse in un luogo che ha in molti casi maggiori restrizioni rispetto ad una normale galera. Telecamere ovunque, barriere di ferro ovunque. Poi la sala d'attesa, un tavolo ove far firmare atti e richieste, uno sguardo, una stretta di mano ma l'udienza al giudice di Pace , nella quasi totalità dei casi una formalità, ha definito il suo corso ancor prima di iniziare. Potrai sollevare tutte le eccezioni di questo mondo, ma la volontà politica dominante è univoca, dunque richieste respinte. Non persone, ma numeri, numeri da espellere. Basaglia dichiarava che « Non è importante tanto il fatto che in futuro ci siano o meno manicomi e cliniche chiuse, è importante che noi adesso abbiamo provato che si può fare diversamente, ora...