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Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

 La CIA non riscrive alcun caso Mattei, fu fascista, come tutti, divenne poi partigiano, come molti

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Nei documenti desecretati dagli americani sulla questione Kennedy, e va detto che in questo, rispetto all'Italia, stanno avanti anni luce, si è focalizzata l'attenzione su Enrico Mattei. Sulla cui morte venne riaperto il caso negli anni 2000, e dove pare che all'interno della tomba vennero ritrovate tre gambe. Nel documento della CIA si parla del pregresso passato di Mattei. La lettura semplificata che se ne è data è che siccome era fascista, per questo motivo assunse comportamenti ostili verso le sette sorelle petrolifere, capeggiate dagli americani. Come è noto l'Eni di Mattei aveva tutte le potenzialità e capacità di muoversi in modo indipendente andando alla ricerca di quell'autonomia che ha sempre creato fastidio, questo sì, agli americani. Autonomia che l'Italia non si poteva permettere perchè era in debito con gli USA per la "liberazione" del Paese. Debito che si paga ancora. Questione che interessa per alcuni aspetti anche la politica di Moro,...

Se dal 2016 i pagamenti dell'ENI al governo egiziano sono aumentati in modo consistente. Continua ad applicarsi la "formula Mattei"

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L'ENI è stata fondata nel 1953 e già l'anno dopo metteva piede in Egitto. A significare i rapporti strettissimi che ci sono tra Italia ed Egitto e a confermare il fatto che alla fine dei conti è forse più l'Italia ad aver bisogno dell'Egitto che il contrario. Presente nella terra delle piramidi dal 1954, dove opera tramite IEOC Production e nel corso dei decenni l'intervento strutturale dell'ENI, che seppur quotata in borsa il controllo da parte dello Stato italiano sussiste. Dunque quando si parla di ENI si parla anche di effettivo coinvolgimento di interesse di Stato. L'attività di questo gruppo in Egitto è enorme. Si legge:  Le attività di esplorazione e produzione in Egitto sono regolate da contratti di Production Sharing Agreement (PSA). Le principali attività produttive sono condotte nel blocco Shorouk (Eni 50%), nell’ offshore del Mediterraneo , con il giacimento giant a gas di Zohr ​  nella concessione Sinai, principalmente nei giacimenti Belayim ...