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Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

CIE di Gradisca, quelle lacrime di coccodrillo della politica sinistrata

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CIE GRADISCA sabato 17 agosto 2013 La legge 6 marzo 1998, n. 40, nota come Turco-Napolitano, ha aperto la via prima ai CPT e poi con le modifiche avvenute nel tempo agli attuali CIE. E' da una certa sinistra, appunto sinistra in questo caso, quelli che oramai sono conosciuti come Lager di Stato. E sarà proprio il Ministro Bianco, sotto il Governo Amato II, dove l'Ulivo di allora, ora PD, aveva ben 22 ministri e 53 sottosegretari, con una visita a Gorizia nel 2000 a lanciare la realizzazione del CPT, attuale CIE. La destra berlusconiana ha trovato il campo fertile e non ha fatto altro che attuare quanto già determinato dall'Ulivo di allora. Il progetto della realizzazione del polo accademico internazionale da edificare proprio nell'ex caserma Polonio salterà . Oggi 2013, il PD, piange, scopre gli aspetti non umanitari ed assolutamente degradanti di quei luoghi. Ma vogliamo veramente credere che le ragioni politiche che porteranno alla chiusura di quel luogo sara...

Quello che i soliti media non vi diranno sul corteo del 1 maggio di Trieste

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Il primo maggio resiste, nonostante tutto. E' la giornata ove si esprimono riflessioni, rivendicazioni, lotte e simboli, una giornata che non è una banale festa del lavoro, ma è la giornata ove tutte le conquiste sociali, pagate anche con il prezzo della vita, contro lo sfruttamento sul e nel lavoro devono essere ricordate specialmente in tal epoca che tende a cancellare ogni memoria e diritto ed ogni ricordo con una facilità a dir poco sconvolgente,ed una società senza memoria sarà destinata a sprofondare nel pozzo senza fondo dell'ignoranza assoluta ed a disconoscere l'essenza stessa del diritto. Certo vi sono le solite cerimonie, i soliti concerti, il solito tutto. Un solito che a Napoli è sfociato in protesta all'urlo di vergogna, urlo e tafferugli che hanno sospeso il concerto alla Città della Scienza, o meglio di quello che ne è rimasto dopo l'atto doloso incendiario che ne ha distrutto la struttura fisica ma non il cuore, o cortei con specificità va...