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Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

La presa in giro continua, se Al Sisi si congratula con l'Italia per la festa della Repubblica

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Poche righe inviate alla Presidenza della Repubblica e un messaggio consegnato dal segretario della Presidenza all'ambasciata italiana al Cairo per congratularsi con l'Italia per la festa della Repubblica. Atto di cortesia istituzionale, si direbbe. Forse Al Sisi e compagnia brutta non sanno che la festa della Repubblica nasce perchè un regime come il suo che in Italia ha governato per vent'anni è stato sconfitto, forse non sa che questa festa nasce perchè l'Italia ha scelto la Repubblica alla monarchia, e gli amici monarchici di Al Sisi, soprattutto dalle parti della Sicilia, chissà come l'avranno presa. Atto di cortesia istituzionale, certo, che sa di profonda presa in giro, l'ennesima, l'elenco è lungo, vista l'inesistenza della cooperazione giudiziaria con l'Italia, per l'omicidio di Stato di Giulio Regeni, per non parlare della detenzione di Patrick, che probabilmente si dovrà scontare tutti i 48 mesi pieni di detenzione cautelare preventiva...

Nel collegio di Trieste avrebbe vinto la Monarchia o la Repubblica? Il risultato non sarebbe stato comunque l'ago della bilancia

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Il DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 10 marzo 1946, n. 74, disciplinante l'elezione dei deputati all'Assemblea Costituente prevedeva il collegio di Trieste, della Venezia Giulia. Ma, pochi giorni dopo, con un nuovo DECRETO LUOGOTENENZIALE, 16 marzo 1946, n. 99, si ribaltava la situazione: “ ritenuto che è per ora impossibile lo svolgimento delle elezioni nella Venezia Giulia a causa dell'attuale situazione internazionale e nella provincia di Bolzano, nella quale le liste elettorali non si sono potute ultimare non essendo tuttora regolate le questioni sulla cittadinanza degli optanti per la Germania che hanno perfezionato l'opzione” ai cittadini di queste terre, si parla di una popolazione complessiva di 977 mila abitanti, veniva impedito il diritto di pronunciarsi. Si manteneva fermo il solo collegio di Udine-Belluno. Eppure, “l'esercizio del voto era considerato come un mero obbligo al quale nessun cittadino poteva e doveva sottrarsi senza venir meno ad un suo pr...