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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Se Fiume guarda a Ravenna e non a Trieste

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Sarà anche la città del sepolcro di Dante, sarà anche una delle città più affascinanti d'Italia che affacciano sull'Adriatico, ma Ravenna non è Trieste guardando alla storia che ha legato, nell'animo, nello spirito, e attraverso l'Impero perduto, la bocca di Vienna sull'Adriatico, Trieste appunto, e la bocca di Budapest sull'alto Adriatico, Fiume. Due città il cui destino è legato al 18 marzo del 1719 quando Carlo VI pose le basi per il porto franco fiumano e triestino. Come raccontano i fiumani il decennio che precedette la prima guerra mondiale ha favorito per il porto di Rijeka un legame speciale con l'Adriatico, Mediterraneo e Atlantico. Pare che questo porto per molti viaggiatori ed emigranti,  fosse anche più conveniente di Trieste o di altri porti europei italiani e occidentali . Poi, con i disastri della prima guerra mondiale, passando dalla scellerata occupazione dannunziana ed i suoi 500 giorni di dittatura, per arrivare al fascismo, il porto d...