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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Diciamo Via al foglio di Via. Per Turi, per la Democrazia.

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Poche righe. Una legge semplice semplice, ma altamente incisiva e devastante.  La Legge 27 dicembre 1956, n. 1423 all'art. 2. recita, nella sua formula tetra e deprimente: Qualora le persone indicate nell'articolo precedente siano pericolose per la sicurezza pubblica o per la pubblica moralita' e si trovino fuori dei luoghi di residenza, il questore puo' rimandarvele con provvedimento motivato e con foglio di via obbligatorio, inibendo loro di ritornare, senza preventiva autorizzazione ovvero per un periodo non superiore a tre anni, nel Comune dal quale sono allontanate. Il contravventore e' punito con l'arresto da uno a sei mesi. Nella sentenza di condanna viene disposto che, scontata la pena, il contravventore sia tradotto al luogo del rimpatrio. Si potrebbe parlare per esempio della Direttiva dell’Unione Europea n. 2004/38/CE sulla libera circolazione dei cittadini comunitari. Già, proprio quell'Unione Europea alla...

No Tav : la resa dei conti.

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Luca ha semplicemente attuato un gesto individuale ma con l'intento di difendere un bene comune. Un gesto individuale non egoistico volto a sollevare la solidarietà collettiva. Chiamala se vuoi anarchia ribelle che ha dimostrato come il singolo gesto, che sfugge alle gabbie della Polizia di questa non più democrazia, bensì viva e tetra tirannia, può conseguire effetti devastanti per il sistema esistente, per l'ordine pubblico imposto. Certo, probabilmente se Luca non perdeva l'equilibrio fisico, o se non poneva a rischio la propria vita, forse quel gesto isolato, sarebbe rimasto un semplice gesto. Un gesto volto al logoramento, come la battaglia dei ferrovieri, isolati dai media, dimenticati, salvo essere “glorificati” nel giorno mediatico edificato ad hoc, da buona parte della società politica e sociale. Probabilmente Luca sarebbe rimasto attaccato al palo per qualche ora, probabilmente si sarebbe parlato poco dell'occupazione illegale, illegittima, ...

Forza Luca, resisti.

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Chi si alza come sempre per essere sommerso dal fango della burocrazia, chi cerca di fuggire da quelle catene imposte da una società senza più reale democrazia, chi semplicemente decide di lottare per salvare la propria e nostra terra, dalle arpie capitali, ed in tal momento ove non esiste più democrazia, ove non esiste più sovranità popolare, ma solo tirannia e disumanità, Luca Abbà, affronta ora la battaglia più difficile. Sale su un traliccio, nella Valle che non si Arrende e non si Arresta, per dire no all'ordine illegittimo di questo Regime tirannico e dispotico.  In questi momenti ci sono poche parole da esprimere, in questo momento si deve manifestare la solidarietà attiva e la rete deve essere un canale ma non l'unico canale da navigare per solidarizzare con Luca, per la sua vita e per la valle che non si arrenderà, nè ora nè mai. Forza Luca, resisti. Marco Barone foto tratta da notav.info

L'autodeterminazione della Valle non si arresta.

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Siamo in piena fase due. Fase dove si vuole affondare il diritto del lavoro, che in realtà, nella sua veste di diritto, è morto già da tempo. Fase dove il dibattito e le tensioni sociali rischiano di espoldere . Ma tra eventi naturali come il terremoto del 25 gennaio, a cui è stato conferito un risalto mediatico sproporzionato rispetto alla consistenza dello stesso, tra eventi di tipica cronaca locale che occupano spazi mediatici nazionali, in tal giornata, si sferra l'attacco violento e repressivo al movimento No Tav. Per giorni non si parlerà, giustamente, di altro. Di questa azione repressiva di Stato realizzata per tutelare lo stato presente delle cose. Ben ventisei ordinanze di custodia cautelare in carcere, varie con obbligo di dimora, un provvedimento di arresti domiciliari e un divieto di dimora in provincia di Torino. Le città interessate dalla maxi-repressione sono Torino, Asti, Milano, Trento, Palermo, Roma, Padova Genova, Pistoia, Cremona, Macerata, Biella, Bergam...

Il 15 ottobre: Inizia una nuova fase.

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Il 15 ottobre segna l'inizio di una nuova fase. Una fase annunciata pubblicamente da tempo,  una fase ignorata da tanti, e tollerata per altri fini dal sistema. Questa fase si chiama fine della tregua sociale. Quello che ora dirò e forse sarà uno dei pochi articoli ove ancora si potranno esprimere valutazioni libere, è frutto di quello che ho visto con i miei occhi, respirato e percepito per le vie di Roma nella giornata del 15 ottobre. Però è necessaria una premessa. Passeggiare la sera del 15 ottobre, nella Piazza di San Giovanni, ove vedevi i resti di una dura lotta, dove vedevi il volto di una città sorpresa e forse sconvolta mi ha dato da riflettere. Tali riflessioni mi spingono anche a dire che dobbiamo, tutte e tutti prepararci a misure repressive preventive senza precedenti. O meglio tali precedenti avevano trovato affermazione durante il regime fascista. Presto, molto presto, nel nome della sicurezza, dell'Ordine Pubblico, invocheranno misure di...

La commissione europea attacca il movimento No Tav della Val di Susa. I finanziamenti rimangono.

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Campagna mediatica a dir poco sconvolgente, ma tipica del sistema. Quando si parla di poteri forti, quando si parla di milioni di euro che devono soddisfare le tasche dei soliti noti, senza alcun color politico, quando si parla di attività imprenditoriali colluse con la mafia, quando si parla di interessi economici enormi, la libertà d'informazione può essere sospesa, così come può esser sospeso ogni diritto, che il sistema ogni tanto concede al popolo non popolo italiano. In Val di Susa ciò lo hanno ben capito. Ed è per questo che è nata la Repubblica libera della Maddalena . Ed è per questo che da anni si oppongono alla TAV, opera inutile, costosa e disastrosa per l'intera Valle. La Commissione Europea si è occupata della vicenda della Val di Susa ed in data 25 luglio ha risposto,all'interogazione di  Sabine WILS ( Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica) sulle vicende note di Chiomonte. Ma in questo caso...

La Libera Repubblica della Maddalena

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Ahi Ahi Ahi non mio più caro Stato, per te ora sono guai. Questa è la Libera Repubblica della Maddalena , che si ribella al tuo imposto sistema, nella Valle che non si arrende e la nostra gente mica si offende. Ahi,Ahi, Ahi,  non mio più caro Stato, per te ora sono guai. Comune resistente, contro il potere deprimente, comune solidale contro il sistema apicale, comune d'amore per la ribelle rivoluzione. Ahi,Ahi, Ahi,  non mio più caro Stato, per te ora sono guai. Il cibo non ha prezzo, non baratto il tuo disprezzo, offro quel che posso, il tuo danaro ora affosso, disseto la verità, sazio l'onestà, perchè non mio vile padrone questa è la nostra rivoluzione oltre l'indignazione e senza alcun pentimento ma con vivo sentimento. Ahi,Ahi, Ahi,  non mio più caro Stato, per te ora sono guai. Siam cento, siam mille, siam centomila, tutti a far la fila, tra chi stila la profonda condi...

Continua la campagna mediatica contro il movimento No Tav. Incredibile disinformazione.

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Voglio mettermi nei panni di una persona media. Media nel senso che non è politicizzata, che crede ancora che in questo paese è affermata la libertà d'informazione. Legge un quotidiano come Repubblica . Ma anche un quotidiano come il Corriere . Certamente non orienati a destra. Ecco cosa capirebbe.  Che la scorsa notte, in Val di Susa, ci sono stati violenti scontri contro la polizia. Che è di sei feriti fra le forze dell'ordine il bilancio di circa due ore di guerriglia alla quale hanno dato vita, nel corso della notte, circa 200 manifestanti . Precisano però che queste sono notizie fornite dalla Questura di Torino. Si precisa che i manifestanti  hanno attaccato il cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, alla Maddalena di Chiomonte (Torino). I detti giornali, i più letti in Italia, sostengono che " aderenti all'area antagonista, di matrice autonoma e anarchica, la maggior parte dei quali con il viso coperto, indossando caschi e maschere anti...

Val di Susa: i sistemisti vogliono il morto?

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Mentre scrivo ho innanzi ai miei occhi una boccettina d'acqua. Una piccola boccettina di vetro che mi è stata regalata da un grande amico e che racchiude,tutti i sapori e le bellezze di madre natura. Del mar ligure. Questa boccettina mi è stata regalata dopo il corteo di Genova 2011. La cosa che mi ha più sorpreso di quel corteo è stata l'umanità ma nello stesso tempo la forza l'energia che ho visto e percepito nelle donne, negli uomini nei bambini della Valle che non si arrende. La Val di Susa. Avevano una marcia in più rispetto a tutti gli altri manifestanti. Nei loro occhi vedevi la luce della speranza ma anche il furor naturale della rabbia. Furore figlio di un amore che deve esser difeso, protetto e tutelato. Determinazione. Convizione. Amore. Amore profondo per la loro terra. O meglio amore immenso per quella terra che li ha cresciuti, difesi, coccolati e che ora, per un progetto folle che è ben spiegato in questo link:  http://www.pro-natura.it/torino/pdf/150ragioni...

Nuovo "sconvolgente" video denuncia sulla brutalità della polizia in Val di Susa.

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Su You tube circola da poche ore un nuovo video contenente immagini relative agli eventi della giornata del 3 luglio  di Chiomonte.  Le immagini parlano da sole. Quando finirà questo abuso di potere da parte delle forze del "loro" ordine? Marco Barone

La "primavera" della Val di Susa.

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Una poesia ribelle per la Valle che non si A rrende. Sentimenti ardenti, cuori battenti, animi incazzati, percorsi infuocati. Sarà battaglia, ecco la tenaglia a questa democrazia  contro lo Stato di polizia. La Val di Susa non si tocca, tutti uniti, tutti in rivolta. Voci di campeggio,voci proletarie,voci oneste che debellan le repressioni funeste. E' morta una donna, uccisa dal capitale, uccisa dal poter apicale. Sarà battaglia, ecco la tenaglia a questa democrazia  contro lo Stato di polizia. La Val di Susa non si tocca, tutti uniti, tutti in rivolta. Chi si disseterà con l'acqua della valle, che si sazierà con il cibo caricato sulle proprie spalle, rispetto per l'ambiente amore per la natura, urla e lotta dura nella rossa andatura per la primavera della Val di Susa per liberar la valle reclusa. Marciaron per la selva oscura, per respirar aria pura, nella resistenza or matura, voglion respingere il capitale, voglion respingere il sistema bestiale ma nessuna selva...

Il comitato no Tav denuncia: blindato antisommossa dei Carabinieri diretto a Chiomonte ha investito e ucciso una pensionata a Venaria

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  Il comitato no tav  denuncia, con grande indignazione quanto segue: Ieri pomeriggio 29 giugno un mezzo blindato antisommossa dei Carabinieri diretto a Chiomonte  ha investito e ucciso una pensionata a Venaria, Anna Reccia e aveva 65 anni . Ci sentiamo di sottolineare da queste pagine quanto accaduto. E’ un’operazione militare a tutti gli effetti per la quantità di  numeri e mazzi impiegata e nelle operazioni militari si sa ci stanno anche i morti. Dalle prime notizie l’autista dichiara di essersi fermato a fare rifornimento e poi essere ripartito per fermarsi dopo decine di metri al semaforo. Solo lì dice di essersi accorto di un corpo accasciato a terra dagli specchi retrovisori. Questi mezzi corazzati usati a Chiomonte sono mezzi da guerra dati in mano a dei criminali. Come a Genova ancora una volta l’arroganza e la guerra uccidono sotto gli pneumatici dei mezzi dei carabinieri. Fino a quando ancora? Questa morte è responsabilità della lobby ...