Le attività dei partigiani di Ronchi sui notiziari fascisti della Guardia Nazionale Repubblicana



L'attività partigiana sul territorio ronchese fu intensa, e come in tutte le guerre, fu caratterizzata da azioni anche violente e conseguentemente fu intensa l'attività segnalata dalla Guardia Nazionale Repubblicana (G.N.R.), uno degli organismi principali della Repubblica Sociale Italiana, sorto dall'unificazione delle forze di polizia con i Carabinieri. Nel loro archivio digitale hanno messo a disposizione i notiziari dell'ufficio "I Sezione Situazione" del Comando Generale della G.N.R., che aveva sede in Brescia, erano rapporti di polizia dattiloscritti che venivano redatti e quotidianamente inviati, in via riservata, al Duce, al Comandante Generale della G.N.R., Renato Ricci, al Tenente Generale Niccolò Nicchiarelli ed a pochi altri gerarchi fascisti. Mentre le notizie inoltrate dai locali comandi provinciali della Guardia Nazionale Repubblicana venivano raccolte dal Comando Generale. L'attività di Ronchi va dal 24 febbraio del 1944 al 12 gennaio 1945. Vediamo alcuni degli episodi più eclatanti, che evidenziano come venissero impostati gli atti dall'organo del notiziario fascista in relazione all'attività di controllo e monitoraggio di un territorio dove l'attività dei ribelli o banditi, così venivano chiamati i partigiani, fu effettivamente variegata, dal sequestro di biciclette e sigarette, a sparatorie, a uccisioni.Veline da leggere sempre con la giusta prospettiva nel dovuto contesto storico, tenendo conto che erano finalizzate anche a sostegno della propaganda fascista del territorio.

“Il 24 febbraio 1944 in Soleschiano due sconosciuti penetrarono, mediante forzamento della porta, nell'abitazione di certa Francesca Tomc, vedova Chiaradia, e uccisero costei a colpi di pistola. La GNR ha fermato 14 persone del luogo.L'omicidio sembra sia stato compiuto per rappresaglia perché la Tomc era ritenuta confidente della GNR”. Per completezza questo fatto si innesca come “vendetta” in relazione all'omicidio del partigiano Andrijic, noto come il dalmata,, al quale a Ronchi è stato dedicato un monumento, dalla Jugoslavia, unicum nel nostro territorio, presso il locale cimitero,episodio che diede luogo alla prima deportazione di civili avvenuta nel ronchese nel 1944.

22 aprile 1944. Il notiziario dell'organo fascista fa riferimento a quanto accaduto il 16 aprile. “Dei ribelli appostati lungo la strada provinciale uccisero a colpi di pistola il milite della GNR Giuseppe Battistelle appartenente al distaccamento di Monfalcone.

Il 21 aprile del '44 giunge notizia che alle 19.30 in Ronchi dei Legionari due ribelli armati si presentarono al negoziante di biciclette Giovanni Boscarol e dopo aver esibito un ordine scritto dei gruppi di azione patriottica di Monfalcone si fecero consegnare 26 copertoni e 30 camera d'aria per la bicicletta.

Il 25 aprile del '44 in Ronchi dei Legionari verso le ore 12.00 dei ribelli fermarono lungo la strada nazionale un furgoncino che trasportava per conto del magazzino di Gradisca 461 kg di tabacchi,Fatto discendere l'autista si impadronirono dell'automezzo e della merce allontanandosi in direzione di Mariano del Friuli.

Il 15 maggio  del '44 verso le 17.45 in prossimità della frazione di Dobbia del comune di Staranzano 4 ribelli spararono vari colpi di pistola contro il commissario politico del fascio di Ronchi, Giovanni Braulin, uccidendolo.  A Ronchi alle ore 13 sconosciuti indossando la divisa della flottiglia XMAS armati di mitra si presentarono agli uffici del Consorzio di Bonifica chiedendo del direttore al quale gli imposero di seguirlo. Si ritiene che si tratti di rapimento effettuato da elementi ribelli travestiti.

Il 22 del mese di maggio 44 sulla strada Monfalcone Ronchi uno sconosciuto uccise a colpi di pistola lo squadrista Narciso Boscolo.

Il 23 corrente tra Redipuglia Ronchi viene segnalata l'esplosione di una mina sulla linea ferroviaria. Altra azione eclatante veniva registrata il 5 giugno sulla linea Monfalcone Ronchi al passaggio della tradotta da San Giorgio esplose una bomba che ne provocò il deragliamento.
 
Il  1 ottobre venne aggredito un tenente della Milizia fascista, Bruno Benedetti, a colpi di mitra.  Ma ci furono anche fatti tragici, su cui non è mai stata piena luce,  come quello accaduto nella notte di Vermegliano, del 10 gennaio 1945 dove degli sconosciuti, qualificati come "banditi",  entrarono in una casa di un certo Bianchi. Dopo aver chiesto i documenti fecero fuoco contro Umberto Degano, Maria Milanese e Iolanda Degano rispettivamente suoceri e moglie del Bianchi, uccidendoli. Rimase ferito nell'azione anche un bambino, figlio del Bianchi. Il Bianchi cadeva svenuto ai primi colpi di mitra, e si salvò la vita, perchè, conclude la nota, "i banditi lo avevano creduto colpito". Due giorni dopo, si segnalava l'esplosione di una bomba sui binari nei pressi di Ronchi causando il ferimento di tre civili e danni alla locomotiva. E con questa velina si chiude il notiziario della GNR su Ronchi. 

mb

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