L'incubo A4 da Trieste a Venezia e viceversa. Non se ne può più

Da quando sono iniziati i lavori ne tratto dell'A4 tra Trieste e Venezia, è iniziato un vero e proprio girone infernale che pare non finire mai. Si parla del 2020 come data di fine cantieri. Momento in cui verranno dai più sparati i fuochi d'artificio sicuramente. Ma questo 2020 pare non arrivare mai. Intanto, quello che da tanti cittadini rassegnati e incazzati neri è stato definito come un bollettino di guerra, continua. Tra incidenti, anche mortali, purtroppo, chiusure di autostrada, caos, giorni con file chilometriche esasperanti, l'A4, in questo tratto, è diventata sicuramente l'autostrada più pericolosa d'Italia, la più temuta e stressante. Rallentamenti, autovelox che non sai se funzionano e se funzionano ti domandi quante multe faranno al giorno visto che i limiti di velocità vengono rispettati da pochi. Di misure ne hanno adottate parecchie. Ma a quanto pare non sono state sufficienti per evitare o prevenire gli incidenti. Questi si  continuano a verificare con una frequenza incredibile. Quando entri in quel tratto sai già che dovrai farti il segno della croce, lo vivrai con un grande livello di tensione, di stress, un vero incubo che forse neanche Dante sarebbe stato in grado di immaginare.  
Tra chi, giustamente, rivendica che quel tratto dovrebbe essere totalmente gratuito, tra chi dice che forse sarebbe meglio chiuderla l'autostrada, si risparmierebbero vittime e disastri, e chi non sa più a cosa appellarsi, quante vittime, ancora? Quanti incidenti, ancora? Non se ne può più. 

Marco Barone 

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