Ronchi ed il caso della presunta bestemmia:vogliamo il Ronkistan?Aboliamo l'illecito della bestemmia


Si rimane veramente sconcertati per il processo che si sta intentando ad un Sindaco per aver forse o non forse "bestemmiato" o realizzato un turpiloquio.  E non è una questione di essere di destra o di sinistra, ma semplicemente di buon senso. E' sicuramente più grave, più indegno ed irrispettoso l'aver riportato un coniglio nell'emblema storico del Comune di Ronchi, per attaccare l'amministrazione comunale, atto compiuto da una forza politica, che aver eventualmente manifestato all'interno di un Consiglio comunale una espressione volgare passibile anche di illecito amministrativo, eventualmente.
Come è noto  in Italia esiste ancora l'illecito in caso di "bestemmia"comportamento penalmente rilevante sino al 30 dicembre 1999, quando con il decreto legge numero 55/1999 è stato depenalizzato il tutto. Attualmente il codice penale prevede al suo articolo 724* comma 1 che "Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 51 euro a 309 euro ." Ma quanti sono quelli che almeno una volta nella loro vita non hanno mai bestemmiato? Si dovrebbe sanzionare mezza o forse anche più Italia?  O che ricorrono alla bestemmia come reazione ad un momento impulsivo di rabbia? E ciò non avviene con l'intento di offendere la religione od una divinità che per miliardi di persone comunque non esiste e per altri invece esiste. Qualcuno vorrebbe una situazione tipo Pakistan? E dunque da questo momento potremmo parlare di Ronkistan?  L'Espresso nel 2014 segnalava che "Il Pakistan non prevede la condanna a morte per apostasia, ma ha perseguitato migliaia di persone da quando ha introdotto le leggi anti-blasfemia (ancora in vigore) nel 1988. Per essere condannati basta una bestemmia in pubblico." Certo è vero che  il reato di bestemmia, esiste più o meno dai tempi del fascismo ed aveva lo scopo di tutelare esclusivamente la religione cattolica, per le altre bastava il reato di turpiloquio. Perché possa affermarsi tale fattispecie l'autore può essere chiunque, si va oltre l'intenzione, il fatto che sia abitudine o caratteristica del linguaggio comune non ha rilevanza, deve avvenire, la bestemmia, in luogo pubblico, non in un luogo privato, e sussiste in linea di massima se si bestemmia contro Dio, non contro la Madonna ed i santi. Certo, si potrà essere presenti innanzi ad una situazione ove si vanno a menomare i  principi minimi della costumatezza, della pudicizia e del decoro avvertiti dalla popolazione, in un Paese quale l'Italia violentato dalla corruzione e dalle mafie, è ovviamente questo il problema. Ma cerchiamo di essere seri e recepire il superamento di questo assurdo illecito amministrativo come richiesto da parte dell’Onu, dell’Ocse e del Consiglio d’Europa.  Impariamo dal Regno Unito, come hanno fatto in Inghilterra e Galles, dove i reati di blasfemia sono stati aboliti nel 2008 piuttosto che tentare processi pubblici sul nulla. Se è questo il nuovo che avanza, che dire?
Marco Barone
La Corte costituzionale con sentenza 18 ottobre 1995, n. 440 ha dichiarato l'illegittimità del presente comma limitatamente alle parole "o i simboli o le persone venerati nella religione dello Stato". 

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