Ma non doveva chiudere la Commissione territoriale a Gorizia?

Per mesi a Gorizia non si parlava altro che di questione immigrazione. Ogni giorno questo era l'unico argomento di discussione in città. Il resto non esisteva. Nonostante i problemi cronici di una città che non riesce ad intravedere alcuna progettualità degna di nota per uscire da quel tunnel depressivo nel  quale è entrata da diversi anni. Tanto che Gorizia è finita all'attenzione dei media nazionali per l'emergenza immigrazione, nel senso che l'emergenza era dettata dalla volontà del sistema di non voler gestire in modo dignitoso e rispettoso dei diritti umani temporaneamente una situazione che avrebbe dovuto essere affrontata con maggior intelligenza e buon senso. Ma si è preferita la via muscolare, quella dei muri e del nascondere passando dai fantomatici divieti, a volte ai limiti del ridicolo.

Fino a quando non arriva la notizia che a Gorizia la Commissione territoriale andrà via. Passano i mesi, e dopo il periodo elettorale, sparisce dal dibattito pubblico la questione immigrazione. Via, tutto in un secondo. Si cambia rotta. Non è più quello il problema di Gorizia. Cosa è cambiato? Non è dato sapere. Intanto la regione viene votata dalla destra e vira a destra, tutti gli ex capoluoghi di regione sono governati dalla destra, così come il 70% dei capoluoghi delle UTI. Ora, siamo certi, visto il nuovo corso politico, che ad Udine si prenderanno la Commissione Territoriale che doveva chiudere a Gorizia?  Nutro qualche perplessità visto che il nuovo Sindaco di Udine ha come interesse principale quello di ridurre la presenza di migranti in città. Son passati 8 mesi dagli annunci e festeggiamenti ed abbracci come quasi che l'Italia avesse vinto un Mondiale. Ma in questo 2018 l'Italia non parteciperà a nessun Mondiale e la Commissione Territoriale continua ad operare a Gorizia nel silenzio più assoluto.

Marco Barone

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